PUZZLE AMERICANO

Di Lorenzo Albacete
16 Giugno 2005
MODERATI, CONSERVATORI CULTURALI, NEOCONSERVATORI, CONSERVATORI IDEOLOGICI: LE FACCE DEL PARTITO CHE MINANO L'ALLEANZA REPUBBLICANA ALLE PROSSIME ELEZIONI

La scorsa notte ho cenato con un giornalista in stretti rapporti con l’attuale establishment repubblicano ed è stato interessante vedere le spaccature che minacciano di scardinare l’alleanza sulla quale conta il partito repubblicano per vincere le prossime elezioni.
Ci sono quattro diversi gruppi di repubblicani. Ci sono innanzitutto i repubblicani tradizionali, legati al potere economico. Oggi sono definiti “repubblicani moderati”. Non hanno le stesse priorità della base attivista dei “conservatori culturali” (per lo più cristiani evangelici e cattolici tradizionali), né quelle dei “conservatori ideologici” e della loro opposizione “libertaria” al big government. Sono anche preoccupati per la politica estera neoconservatrice che, a loro giudizio, ha isolato gli Stati Uniti da buona parte dei suoi alleati. Ora che la dinastia Bush si avvicina alla sua conclusione costituzionale, hanno cominciato a impegnarsi in strategie bipartisan per ostacolare gli sforzi dell’amministrazione di collocare i propri uomini in posizioni governative che sopravviveranno alla fine della presidenza Bush (per lo più si tratta di giudici federali). La recente decisione repubblicana-democratica di permettere di votare per le nomination presidenziali senza limitare il potere di ostruzionismo è un esempio di “repubblicani moderati” che cominciano a separarsi dalla coalizione creata da Bush. Un certo numero di “repubblicani moderati” ha effettivamente votato contro alcuni candidati.
I “conservatori culturali” sono delusi dal fatto che l’amministrazione non ha saputo salvare Terry Schiavo, e hanno detto senza mezzi termini che la loro fedeltà non è per il partito repubblicano in quanto tale, ma per la loro agenda politica. Non si può escludere la possibilità che formino un terzo partito politico se i repubblicani non si impegnano per la realizzazione delle loro priorità.

EUROPA Sì, EUROPA NO
I neoconservatori continuano a mantenere il controllo della politica estera, ma, di fronte al trascinarsi della guerra irachena e alle accuse di torture contro i prigionieri (soprattutto a Guantanamo), i loro avversari all’interno del partito cominciano a distanziarsene apertamente.
I loro principali avversari all’interno del partito repubblicano sono i “conservatori ideologici”, secondo i quali i neoconservatori sono ancora sostanzialmente dei democratici. Le opinioni di Pat Buchanan, per esempio, stanno diventando popolari. Buchanan ha di fatto previsto il crollo della coalizione repubblicana.
Il giornalista con cui ho cenato ha sottolineato le contraddizioni interne della coalizione quando mi ha spiegato la reazione dei repubblicani alle recenti votazioni contro la costituzione europea. I neoconservatori sono felici per i danni che queste votazioni arrecano al progetto dell’Unione Europea, perché la considerano una minaccia alla potenza americana. I conservatori tradizionali non hanno alcuna simpatia per la costituzione europea e si oppongono a qualsiasi cosa che considerano una minaccia per la sovranità americana, ma darebbero il benvenuto a un’Unione Europea capace di difendere i valori della libertà e i diritti individuali di fronte alla minaccia islamica e al multiculturalismo. I “repubblicani moderati” in genere approvano le conseguenze economiche di una costituzione europea comune e sono rimasti perciò delusi dai risultati delle votazioni. I conservatori culturali (religiosi) sono fondamentalmente convinti che l’Europa sia ormai un territorio perduto per la civiltà cristiana.

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