Qualcosa che io chiamerei Dio

Di Bobo
19 Gennaio 2006
Silvio Buzzi, Il talco sotto la lampada, ed. Ares, pagg. 270, euro 16

Questa rubrica non ha certo la competenza per entrare nel merito del valore della terapia per la cura dei tumori proposta dal dottor Buzzi. Chi fosse interessato può far riferimento agli articoli pubblicati in alcune fra le più autorevoli riviste mediche mondiali, segnalati nel testo. Ma la storia merita di essere letta. Perché è la storia dell’amore agli uomini e alla verità di un serio, appassionato, tenace medico di provincia che intuisce (grazie a “molta osservazione e poco ragionamento” – cioè pregiudizi – come direbbe qualcuno) come le tossine prodotte dal virus della difterite possono agire contro le cellule tumorali. Assolutamente alieno da ogni protagonismo, e ancor più da ogni tentazione di sfruttare economicamente la speranza che suscita nei malati, coscienziosamente guardingo lui per primo, imbastisce invece una rigorosa ricerca, condotta con mezzi artigianali tra i muri di diffidenza della scienza “ufficiale” (tra le pagine più amaramente gustose quelle sui primi contatti con i politici). Una pazienza lunga più di trent’anni, costellata di guarigioni “inspiegabili”, sorretta dall’amore della moglie e dei figli, e dall’ostinata fede in «quel qualcosa di misterioso e immenso che, nella mia testaccia di credente incallito, si chiama Dio».

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