QUALCOSA E’ CAMBIATO
Non era mai successo nulla di simile in America. Il dibattito sulla sorte di Terri Schiavo ha coinvolto le più alte sfere del governo in una discussione pubblica su questioni che riguardano il significato e il valore della vita umana. Molti osservatori sostengono che tali questioni non dovrebbero essere decise da considerazioni politiche; ma questa è soltanto una scappatoia perché il rifiuto di affrontare tali questioni è in se stesso politicamente motivato. «Quando non si conoscono con precisione le intenzioni di una persona sulla possibilità di ricevere cure mediche per essere mantenuta in vita, la responsabilità di una nazione compassionevole è quella di affermare il diritto alla vita di quella persona», ha detto il presidente repubblicano del comitato giudiziario della Camera, James Sensenbrenner. «Nelle nostre azioni pubbliche, dobbiamo costruire una cultura della vita che accolga e difenda tutta la vita umana».
Se preso sul serio, questo tipo di linguaggio ha grandi conseguenze politiche. Anche se la legislazione aprisse le porte alla giurisdizione federale nel caso legale, non ci sarebbe modo di stabilire in anticipo come o quando un giudice dovrebbe legiferare, e nemmeno quale giudice dovrebbe essere assegnato al caso. La legislazione dà semplicemente ai genitori di Terri Schiavo il diritto di presentare istanza alla Corte federale contro la rimozione dei tubi che mantengono in vita la loro figlia. Tuttavia, qualsiasi cosa accada, ognuno ricorderà che, almeno per un momento, una donna indifesa e muta (può soltanto sorridere e aprire gli occhi) ha infranto tutte le barriere della società americana mettendo in discussione le più fondamentali convinzioni del paese sulla propria esistenza.
Lorenzo Albacete
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