QUalcuno che dia una mano

Di Bobo
26 Gennaio 2006
Armando Torno, Quel che resta di Dio, ed. Mondadori, pagg. 80, euro 14

Negli anni in cui è stato responsabile del supplemento domenicale del Sole24Ore dedicato ai libri, quelle pagine hanno avuto un respiro unico nell’asfittico panorama della cultura italiana. Armando Torno infatti è uno che non ha mai avuto paura di misurarsi con autori e temi scomodi, fuori dal recinto dell’ideologicamente e politicamente corretto. In particolare ha sempre dedicato alla questione religiosa un’attenzione sincera e senza pregiudizi. Oggi torna in libreria con un libro che fa i conti con “quel che resta di Dio” dopo due secoli abbondanti di lotta senza quartiere per sbarazzarsene. Passa in rassegna l’ateismo “scientifico”, quello che nasce dalla constatazione del male del mondo, le filosofie che hanno proclamato la “morte di Dio”, quelle che l’hanno ridotto a strumento politico, quelle che hanno negato che se ne potesse perfino parlare: i suoi becchini sono finiti sottoterra, il Mistero che sta al fondo di tutte le cose occupa ancora, inesorabilmente, l’orizzonte di ogni uomo leale con se stesso: «La fede in Dio è un dono e la ricerca di Dio è vita. Si può aspettare l’una e ci si può impegnare per l’altra? Sarebbe troppo semplice rispondere. Credo che occorra cercare qualcuno che un giorno ci dia una mano. Semplicemente».

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