QUALI PALINSESTI PER L’AL-JAZEERA DI BRUXELLES?
Anche l’Ue vuole esportare la democrazia in Medioriente, ma con telecamere e mezzibusti. Una specie di al-Jazeera all’incontrario, per portare «gli ideali della comunità europea nei paesi arabi». La Commissione Ue sta studiando il progetto di una tv di informazioni europea in lingua araba per Nordafrica e Medioriente, ma serve ancora l’accordo dei governi nazionali, piuttosto scettici sulle interferenze esterne soprattutto occidentali. Bruxelles spera si possa arrivare all’intesa con il vertice euromediterraneo del 27 novembre a Barcellona, nono anniversario della partnership mediterranea.
Secondo i diplomatici però le riserve dei paesi arabi sarebbero molte, e il risultato ancora del tutto incerto: «Ufficialmente dicono di essere interessati, ma la questione è molto delicata». In paesi dov’è prassi controllare stampa e tv, è più che comprensibile la diffidenza per l’al-Jazeera di Bruxelles e gli ideali eurocomuntari da diffondere con le tv. Del resto, nemmeno tutti i commissari Ue sarebbero entusiasti, ma per altri motivi. Malgrado «un grande interesse politico», preoccupa l’investimento necessario: «stiamo parlando di una cifra molto considerevole», ammette un funzionario Ue.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!