Quando i cartoni insegnano a smascherare i politici furbi

Di Valenti Annalena
24 Maggio 2007

Si può applicare in politica la frase detta nel film Fievel sbarca in America dal gatto che si spaccia per topo. Prima conquista la fiducia di tutti, più con parole che con opere, e infine quando viene smascherato se ne viene fuori, incredulo e indignato, con quella memorabile frase: «Ma volete credere ai vostri occhi o a quello che vi dico io?!». Per le elezioni amministrative a Monza, il sindaco uscente Michele Faglia sta facendo una campagna pubblicitaria all’insegna della totale certezza di vincere: manifesti con la scritta “mi piace questa Monza”, lui fotografato mentre cammina arrogante verso l’avvenire guardando sicuro l’elettore. Guardando con i propri occhi a quello che effettivamente è stato fatto: a Monza adesso c’è uno sportello per gli animali “per rendere i nostri amici dei buoni cittadini”, bidoni per il vetro in ogni casa, ci sono i dossi, detti ammazzamotociclisti, e i Boschetti reali, covo di spacciatori, sono stati ripuliti. Per un giorno. Quello della campagna elettorale di Faglia.

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