QUANDO VERONESI DIFENDEVA GLI EMBRIONI
Umberto Veronesi ha voluto spiegare ad Oriana Fallaci quale motivo lo ha spinto a prestare la sua fotogenica immagine per la campagna per il sì: «Mi sono attivato nei riguardi di una legge sulla fecondazione assistita (…) quando ho dovuto comunicare la diagnosi di tumore al seno a giovani donne non ancora madri» (“Il tumore nega la maternità. Che fare?”, Corriere della Sera, 6.05.05).
Eleonora Porcu, responsabile del Centro di sterilità dell’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, ricorda a Tempi, però che «quando Veronesi era ministro dimostrò attenzione alle tecniche di congelamento di ovociti che eseguivo a Bologna tanto che creò una commissione ministeriale per approfondire l’argomento. Mi disse che era molto interessato a questa pratica che evitava di congelare inutilmente gli embrioni. L’istituto superiore di Sanità avviò un’indagine e pubblicò il primo censimento di embrioni congelati sul quale ancora oggi noi ci basiamo». Rammenta inoltre la dottoressa che l’oncologo ministro del governo dell’Ulivo usò termini entusiastici durante una conferenza stampa nelle sale del ministero e «mi disse di essere favorevole a questa tecnica perché poteva dare una speranza alle sue pazienti oncologiche. Ed infatti, su sua raccomandazione, alcune di loro vennero da me a Bologna proprio per farsi curare». Che oggi quindi dia ad intendere che «l’unica speranza passi dalla manipolazione e dal congelamento degli embrioni – conclude con un eufemismo Eleonora Porcu – mi sorprende un po’». (eb)
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