Quant’è Generale il Procuratore
Con un’amplissima e inattesa maggioranza, la settimana scorsa il Parlamento russo (la Duma) ha approvato il nuovo Codice di Procedura Arbitrale. Si tratta del secondo colpo messo a segno dall’ala liberale dei sostenitori del presidente Putin, dopo l’introduzione della tassazione unica dell’anno scorso, dando così forza alle argomentazioni di coloro che sostengono la necessità di una “mano forte” presidenziale per costringere il pachiderma russo a smuoversi dal fango dell’eredità sovietica illiberale. In effetti, il cambiamento introdotto, se riuscirà a superare tutti gli scogli ancora esistenti sulla via della sua completa realizzazione, è di quelli di portata storica: un colpo al cuore al mostro staliniano più temuto e sanguinario, la Procura Generale. Non è un caso che l’opposizione al progetto venga non tanto dall’ormai sbiadito Partito Comunista di Zjuganov, ma direttamente dallo scranno del Procuratore, attualmente occupato da quel Vladimir Ustinov che ancora cerca di mantenere all’organo giudiziario il potere di condizionare la politica russa, spaziando dal controllo dei mezzi di informazione agli ultimi sussulti della battaglia contro la “famiglia” di Eltsin. Ultima vittoria di questa guerra è stato nell’ultimo anno l’arresto proditorio in America del boiardo eltsiniano Pavel Borodin, il restauratore del Cremlino, che secondo un teorema sostenuto dalla magistratura svizzera (Carla Del Ponte) e strombazzato dalla stampa internazionale, soprattutto italiana (Corriere della Sera), avrebbe creato una fortuna economica illegale a sostegno della struttura di potere del presidente. Proprio questa guerra giudiziaria aveva tenuto Eltsin sulla corda del possibile impeachment “alla Clinton”, fino a portare alla soluzione-Putin, che con uno dei primi atti della sua presidenza aveva garantito l’immunità a Eltsin e ai suoi familiari. Nel documento approvato anzitutto si stabilisce che tutti i conflitti economici andranno risolti in sede arbitrale, sottraendo alla Procura il potere di controllo totale e illimitato che aveva dai tempi di Vishinskij, il Grande Procuratore di Stalin. Viene anche annunciata la revisione del Codice Civile, con un’ulteriore limitazione dei poteri della Procura, fino ad arrivare alla modifica del Codice di Procedura Penale, per ottenere almeno un risultato minimo di civiltà giuridica, su cui insistono i liberali: che la procedura di arresto e di perquisizione sia effettuata solo su sanzione del giudice (fino ad oggi tutto si svolge ancora secondo i riti delle purghe del 1937). E infine il pezzo forte della riforma: una nuova legge sulla Procura stessa, che oggi assomma tutti i poteri di controllo, di inchiesta e di accusa.
Non toccate la Procura (e gli interessi del procuratore)!
L’autore del progetto di legge Viktor Pochmelkin, uno dei dirigenti del gruppo liberale, ha dichiarato con molto realismo che difficilmente la legge andrà in porto nella sua versione integrale, vista la fortissima opposizione dei giudici, da sempre abituati a essere loro a dettare le regole ai politici. «Speriamo almeno di sottrarre ai procuratori il controllo totale sulla società civile, lasciandogli per ora in mano le amministrazioni statali e locali» ha dichiarato Pochmelkin alla rivista Bilanci poco prima che la rivista stessa fosse ridotta al silenzio da un colpo di mano ispirato dalla stessa Procura. Il Procuratore Ustinov si difende affermando che «il popolo vuole una magistratura efficiente» e che i poteri attualmente a sua disposizione sono «indispensabili per svolgere in modo ottimale le proprie funzioni, che non possono essere sostituite da alcun altro istituto o organo di potere». Nelle sedute a porte chiuse della Commissione Giustizia della Duma, presieduta da un altro liberale, l’ex-ministro della Giustizia Pavel Krasheninnikov, il Procuratore si sarebbe espresso in modo ancora più chiaro: la Procura agisce negli interessi dello Stato, e quindi non ha senso limitare le sue prerogative; e se ci sono contraddizioni con la Costituzione, allora è la Costituzione da cambiare, non le leggi. C’è anche da rilevare che la partecipazione della Procura nel processo arbitrale spesso permette ad essa di difendere interessi commerciali di parte, coprendoli con i “sommi interessi dello Stato”; non c’è quindi da stupirsi che i giudici siano pronti a una lotta senza quartiere. Per Putin sarà un’ottima occasione per dimostrare la sua vera forza di “dittatore liberale”.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!