Quanto era grande il cuore di Luigi Amicone
Caro direttore, la prematura morte di Luigi Amicone riporta all’attenzione gli anni vissuti con lui all’Itis Molinari di Milano nel periodo tra il 1970 e il 1975. Abbiamo pensato di inviare a voi di Tempi una semplice testimonianza in segno di affetto e stima a Luigi.

Assemblea studentesca del Molinari, aula magna, il presidente dell’assemblea: «È il turno di Comunione e Liberazione: Luigi Amicone». Tra fischi, urla e gesti spesso non troppi pacifici Luigi parla (o cerca di parlare) perché sa che i suoi amici, “la comunità”, sono lì presenti a sostenerlo. Era importante esprimere pubblicamente quello che avevamo a cuore sui fatti che succedevano a scuola, certo con un po’ di paura che la situazione degradasse in peggio come purtroppo si verificò. Le tensioni politiche degenerarono in soprusi antidemocratici nei nostri confronti, si moltiplicarono le violenze fisiche verso giovani di destra fino all’omicidio di Sergio Ramelli.

Quello che veramente ci qualificava era la presenza costante a scuola. Ogni occasione, seppur contraria o addirittura con connotazioni negative era motivo di incontro, di dialogo, di presa di coscienza.
Abbiamo trovato in una vecchia agenda alcuni appunti di incontri, che allora si chiamavano “raggi”, tra gli anni 1973/74 della comunità di Cl del Molinari dalla quale abbiamo stralciato alcune affermazioni di Luigi: “È Dio che agisce in me…” o ancora “sta diventando sempre più chiaro il cammino che sto facendo… ” oppure “… da solo non puoi fare nulla, vivo poco una unità con voi…”.
Attestazioni che dicono come fosse grande il cuore di Luigi e dove voleva portare il nostro cuore.

Luigi era un leader nato, dotato di un buon carattere, di belle maniere, creativo e capace di intuire, promuovere, ma soprattutto dare l’esempio. A noi (Felice e Tom) non restava che seguire, imparare, studiare.
In quella compagnia e con persone come Luigi ci si poteva aspettare di tutto talmente era “grande” da abbracciarci tutti. Grande nel numero, più di 160 studenti come risulta dalla “catena telefonica” del 1975, grande come esperienza culturale perché c’era la certezza che in quel luogo, tra quegli amici si coltivava il meglio di noi e si sviluppavano quelle doti personali che negli anni a venire si sono manifestate. Il cammino iniziato a quei tempi con Luigi è stato talmente vero che anche oggi continua in noi con modalità diverse. Ciao Luigi.
Felice Asnaghi
Tom Collico
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