Quattroporte, la regina del comfort

Di Morosini Nestore
05 Aprile 2007
DA MODENA A MONTECARLO aL VOLANTE dell'ammiraglia maserati con cambio automatico

Quattroporte Maserati, per sfondare negli Stati Uniti e su altri mercati, aveva bisogno di un cambio automatico. Senza questo particolare sistema, un’ammiraglia non è tale. Ma per rendere giustizia alla Quattroporte occorreva un plus tecnologico, quello che la tedesca ZF ha studiato appositamente per Maserati. Esternamente non è cambiata una virgola, né il design di Pininfarina ha mai richiesto un restyling dal 2003, anno del debutto. Tuttavia Quattroporte Automatica si propone come prodotto d’avanguardia per la nuova architettura della trasmissione e il nuovo motore V8.

MODENA Con la Quattroporte Automatica ci siamo ripromessi di compiere un viaggio affascinante, partendo da quello che è un po’ il simbolo della città di Modena, l’Accademia militare, per proseguire poi in autostrada verso Piacenza e, dalla città emiliana di frontiera, attraversare il confine ligure per Travo e i Piani di Bobbio, fino ad arrivare a Chiavari percorrendo la statale 45: un percorso fatto apposta per mettere alla prova la tenuta di strada. Poi, di nuovo in autostrada, verso Montecarlo per provare le qualità generali della nostra Maserati. E, infine, una passerella importante, nel Principato.

VERSO BOBBIO Sulla strada che da Piacenza va a Travo, un percorso tutto in pianura ma ricco di curve (non difficili) ai bordi delle quali il fiume Trebbia forma anse meravigliose, la nuova trasmissione automatica a 6 rapporti offre una guida molto fluida pur conservando il carattere sportivo del motore V8 da 400 cavalli. Due sono le modalità grazie alle quali il cambio può adattarsi al modo di guidare di chi sta al volante. In modalità “normale” il cambio non ritarda mai le scalate riducendo al minimo il livello delle vibrazioni e la rumorosità del motore: adatta alla strada che non offre particolari condizioni. In modalità “sport”, le scalate sono tarate in modo da fornire il massimo controllo in curva con una buona riserva di potenza in uscita: perfetta proprio per le condizioni della strada che da Travo porta a Bobbio, un percorso piano però ricco di curve sia lunghe sia strette.

VERSO CHIAVARI Non ci sono problemi, la Quattroporte Automatica si comporta come la grande ammiraglia qual è: silenziosa, senza beccheggio o rollio, progressiva nella marcia quando si accelera. La nuova trasmissione è automatica-idraulica con convertitore di coppia e 6 rapporti, migliora le doti del motore V8 ai bassi regimi, per crescere fino a superare i 7 mila giri.
Quasi tutte le trattorie della zona di Travo e di Bobbio offrono spuntini o colazioni prelibate a base di formaggi, salumi, tortellini, miele, dolci, cioccolato, prodotti del bosco, confetture e composte. E, per condire i sapori antichi, fiaschette di aceto balsamico. La strada comincia a salire. È difficile pensare, mentre si aggrediscono le curve, che si stanno portando al galoppo cinque metri di vettura che pesa quasi due tonnellate. La strada è bella, gli alberi riprendono colore, la Quattroporte è comoda, facile e intuitiva. Premendo il tasto sport e usando il cambio in manuale, i 400 cavalli che sembravano docili docili escono allo scoperto. Su un rettilineo di circa 250 metri, la Quattroporte supera in tromba una grossa berlina tedesca. I cambi di direzione, sulle curve che si susseguono, sono rapidi e l’inserimento nella prima parte della curva è svelto e preciso. La Quattroporte esce dai tornanti con una spinta da sportiva doc. Si superano le zone di Ottone, Rovegno, Montebruno, il Passo della Scoffera, polmoni dell’Appennino. Poi si imbocca la provinciale 225 a Gattona, si prosegue per Marasco e Chiavari.

A MONTECARLO L’autostrada da Chiavari a Montecarlo aumenta il piacere di guida, l’ideale per un “commenda” che vuole rinunciare, per duecento chilometri, all’autista. Dopo Mentone, il Principato ci accoglie con i suoi grattacieli a fungaia. Una visitina al Casinò con l’Automatica in passerella davanti all’Hotel de Paris.

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