Quei diritti violati dal 41bis
La seguente lettera è stata inviata anche al presidente del Senato, Marcello Pera, e a quello della Camera, Pierferdinando Casini, oltre a varie autorità e organi di stampa. La lettera è molto lunga e dettagliata, ne riportiamo degli stralci nella speranza che le autorità competenti possano rispondere alle richieste fatte dai detenuti.
Signor Direttore, noi sottoscritti detenuti ristretti presso la casa Circondariale di Novara, sottoposti al “regime speciale” di cui all’art. 41–bis e 2° O. P. con il presente documento e per motivi in esso contenuti informiamo gli organi competenti e la pubblica opinione che, a partire dal 1° settembre 2002 riprenderemo unitariamente a tutti coloro i quali aderiscono a questa iniziativa, la manifestazione di protesta pacifica e civile col rifiuto del vitto ministeriale, avverso quelle immane e degradanti condizioni di vita carceraria alle quali si è sottoposti oramai da ben 10 lunghi anni, attraverso il regime-speciale dell’ormai noto 41-bis. (…) Poniamo alla vostra attenzione quali sono i fondamentali diritti che ci vengono violati, in contrasto con le norme costituzionali e di legge:
– violazione dell’obbligo della motivazione del decreto applicativo (da 10 anni il provvedimento applicativo del 41bis che proroga il regime speciale è sempre la fotocopia del precedente!).
– Violazione del diritto alle visite dei familiari (ammessi solo attraverso i “vetri divisori”).
– Violazione diritto di corrispondenza.
– Violazione al diritto ad un ricorso effettivo.
– Violazione del diritto alla ricezione dei pacchi (due soli al mese).
(…) Alla luce delle violazioni normative evidenziate nel presente documento in contrasto con i diritti costituzionali, si chiede:
– l’abolizione del vetro divisorio, in quanto assolutamente inutile (in situazioni di videoregistrazione e sotto la sorveglianza degli agenti).
– Il ripristino dei 4 colloqui mensili (attualmente ne è concesso solo uno).
– Il ripristino della ricezione dei 4 pacchi mensili.
– La possibilità di telefonare all’utenza telefonica installata presso i nostri domicili e non presso una struttura carceraria.
– La possibilità di partecipare a tutte le attività rieducative (corsi di studio e attività lavorative).
– Che vengano istituite sezioni di 41bis anche in istituti di pena ubicati nell’immediate vicinanze delle regioni d’origine di ognuno di noi (i nostri familiari sono costretti a lunghi e dispendiosi viaggi per raggiungerci).
Speriamo che tutti coloro i quali saranno investiti del problema in questione, tutelino i nostri fondamentali diritti e soprattutto quelli delle nostre famiglie, che da ben 10 anni tali diritti sono posti al di fuori dell legalità, in spregio alle regole di uno Stato di diritto.
I detenuti dei Gruppi A3 e A4 (seguono 19 firme)
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