Quei movimenti amati dal Cof. (e da Kim jong Il)

Di Tempi
16 Gennaio 2003
Tra i deliranti e scarni comunicati della Kcna

Tra i deliranti e scarni comunicati della Kcna (l’agenzia stampa del regime comunista di Pyongyang, naturalmente l’unico organo di informazione ammesso in Corea del Nord) non c’è soltanto la denuncia delle `aggressioni imperialiste degli Stati Uniti di Bush», «le lezioni di marxismo rivoluzionario del presidente eterno Kim» o i fantasiosi annunci dei «nuovi progressi del socialismo realizzati nel nostro eroico Paese». In un regime che ha murato viva la sua popolazione dal resto del mondo, che ha ripreso la corsa agli armamenti nucleari (e certo già dispone di armi di distruzione di massa, chimiche, batteriologiche, missili a lunga gittata e forse anche già la bomba atomica) e che si affaccia in Occidente quasi esclusivamente per batter cassa (fino al grottesco e tragico invito rivolto dalla Corea del Nord all’Ue, due anni fa, di non inviare al macello le “mucche pazze” europee, ma di inviarle a Pyongyang – a proposito di paradiso socialista e no global – per distribuirle alla popolazione affamata), c’è perfino l’occasione per salutare con un comunicato ufficiale «un fraterno meeting con i membri della delegazione italiana di Democrazia Popolare» un partitino di fuoriusciti dal Prc, pressoché sconosciuto in Italia, ma che a Pyongyang, in occasione dello “storico incontro”, avvenuto tre mesi fa, il 15 ottobre del 2002, è stato accolto con tutti i crismi dell’ufficialità e gli onori tributati ai capi di stato. Tant’è, recita il testo del dispaccio Kcna del 15.10.2002, che «la delegazione italiana è stata ospite ieri del Taedonggang Club riservato ai corpi diplomatici» e il leader unico «Kim Jong II, ha ricevuto un dono dal capo della delegazione italiana Michele Capuano». Ma chi è Michele Capuano, oltre che il leader della fantomatica Dp e quel messaggero di pace e solidarietà che il 30 marzo del 2002 fu invitato da Ion Cristian Niculae, ceauseschiano capo del Partito del Lavoro di Romania, a partecipare ai lavori del congresso ricomunista rumeno «per rafforzare i legami tra i partiti comunisti nella battaglia per il socialismo»? Michele Capuano è il segretario dell’Associazione italiana per l’Amicizia e la Solidarietà dei Popoli (Aiasp), un’organizzazione romana aderente al Coordinamento delle associazioni no profit alla quale sarebbero iscritti, leggiamo in una comunicazione dello Aiasp (www.verdegiac.org/nocens214t/aiasp.htm), addirittura «Ugo Gregoretti, Antonio Capuano, Marcello Gatti, Isabel Allende, Emir Kusturica, Antonino Iourio, Grazia Di Michele» oltre che, leggiamo, «filosofi, scienziati, decine di docenti universitari, parlamentari ed europarlamentari, teologi, gente semplice per un volontariato sociale, oltre sessanta associazioni». Tra le “associazioni collegate” (vedi in web.tiscali.it/aiasp/) c’è mezzo arcipelago dei movimenti no global e pacifisti italiani: dalla Caritas Italiana alle Associazioni Italia-Corea (del Nord ndr), Cuba, Nicaragua, dai palestinesi del Jericho Movement al Fronte Zapatista del sub comandante Marcos; dall’Arci alla Tavola della Pace,dalla Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) a Cattolicanet. Domanda: cosa ci saranno andati a fare a Pyongyang questi esponenti della sinistra italiana? E quale sarà la natura del sodalizio che lega questi personaggi di movimenti pacifisti e antagonisti che piacciono tanto a Cofferati alla cricca del regime nordcoreano, beato costruttore di lager, affamatore del proprio popolo e banditore di pacifiche minacce di guerre nucleari?

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