Quei preti di Immagine

Di Tempi
28 Novembre 2002
Non bastano i terremoti, le alluvioni, le eruzioni dell’Etna. No, alla già complicata vita degli italiani si stanno aggiungendo

Non bastano i terremoti, le alluvioni, le eruzioni dell’Etna. No, alla già complicata vita degli italiani si stanno aggiungendo, ultimamente, le sempre più ascendenti in linea gerarchica rampogne, prediche morali, sentenze da madonnine infilzate, fatte da uomini di chiesa a uomini, donne e figli del popolo. Popolo che, malgrado gli strambi aggiornamenti (teologici?) di un sempre più moralista e complessato ceto di colletti bianchi, che ieri era fascista e misogino, oggi gauchista ed efebofilo, parrebbe abbia la colpa di aver conservato la fede nella persona di Cristo e perfino la pazienza di sopportare quei poveri cristi dei don Vitaliani. Preti, suore, vescovi, di cui comprenderemmo meglio la quotidiana battaglia fitta di solitudini e di incomprensioni, se solo avessero almeno l’umiltà di gridare la loro personale crisi nel ritrovare le ragioni per cui, un giorno, considerarono paolinamente “spazzatura i consensi mondani” e abbandonarono le occupazioni secolari per farsi testimoni di Cristo piuttosto che di Cesare, sia pur nella variante del “disobbediente” zelota. Si riguardino un po’ quel vecchio Papa, quello sì con il volto dei salvati, che entrò in un Parlamento, laico e sovrano, non per accusare i limiti, ma per sostenere la speranza degli uomini. Che si rileggano le sue parole, laiche, perché cristiane; oneste, perché positive, di uno che pure avrebbe potuto avere dalla sua parte tutto il diritto umano e naturale per indignarsi e denunciare le ingiustizie del nostro tempo. Non c’è nessun vento favorevole per chi non sa dove andare. E voi, preti, suore, vescovi che non sapete più dove andare, fateci almeno la carità di disincantarvi da quel disco di Lennon.

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