Quel pasticciaccio brutto Opc-Eurocomputers
Agli inizi del 1999 si acuisce la crisi della Opc, società di 1200 dipendenti costituita nel 1997 dalla cessione della Olivetti personal computer (ramo informatico della Olivetti) alla Piedmont (società per il 12% Olivetti, di cui mantiene il marchio, ma controllata da un avvocato-finanziere americano, E. Gottesman, già avvocato di Carlo De Benedetti).
Maggio-Giugno 1999. Il giorno 12 maggio, mentre Olivetti scala Telecom Italia, il tribunale di Ivrea dichiara fallita la Opc. Il 31 maggio il Ministero delle Finanze pubblica sulla Gazzetta Ufficiale una colossale gara d’appalto per la gestione (di sei anni e un affare da 3mila miliardi) dell’informatizzazione dei dati dei veicoli sequestrati in tutta Italia. Secondo il pm della Procura di Roma sarebbe stata truccata per consentire la partecipazione ad una sola società: la Eurocomputers che avrebbe gareggiato presentando i bilanci della (fallita) Opc e poi girato l’appalto ad altre due società “Euroservitia” e “Sistra”. L’Eurocomputers era stata costituita nel marzo 1999 (dall’ex amministratore delegato dell’Opc e da altri tre manager) e in data 2 giugno 1999 aveva rilevato in affitto la fallita Opc (ma se Eurocomputers era Opc come poteva partecipare alla gara essendo la Opc fallita? E se Eurocomputers non era Opc come poteva parteciparvi se il requisito richiesto dal bando era un bilancio di circa 830 miliardi per gli anni ’95,’96,’97?).
Luglio 1999. Secondo le rivelazioni di Panorama (numero ancora in edicola), il giorno 14 il ministro delle Finanze Vincenzo Visco scrive al direttore centrale del Demanio delle Fi-nanze (soggetto banditore della gara d’appalto) Giuseppe Favale per sollecitarlo «a una concreta e, soprattutto, tempestiva definizione delle procedure per l’affidamento delle attività (la gara d’appalto ndr)». Il giorno 28 Eurocomputers si aggiudica l’appalto.
Settembre 2002. Il giorno 11, all’indomani della prima udienza preliminare presso il Tribunale di Roma, l’avvocato Vincenzo Placco, difensore di Emanuele Guida, il funzionario ministeriale responsabile della commisione assegnatrice dichiara al Corriere delle Sera (edizione romana): «Guida è un funzionario che ha dovuto gestire un problema in base a indicazioni che venivano dall’alto. Non bisogna dimenticare che l’operazione risale al periodo di salvataggio dell’Olivetti».
Gennaio 2003. Giorno 27, accogliendo le richieste del pm, il gup rinvia a giudizio quattro manager e il responsabile ministeriale della commissione appaltatrice. Il processo si svolgerà a partire dal prossimo 4 giugno. Sulla testa degli imputati pendono gravi ipotesi di reato, nell’orbita della turbativa d’asta, del falso e dell’abuso d’ufficio.
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