Quelli che aprono nuove porte

Di Manes Enzo
12 Aprile 2007
Da Seregno a Tokyo, passando per la Scala. Quando un brianzolo si innamora del legno, in bottega le idee innovative nascono. E vanno nel mondo

Per dare l’idea: l’anno passato sono uscite dall’azienda 213 mila porte. Verso quale destinazione? Italia, Europa, mondo. Per una clientela che sa riconoscere la qualità, il design, il punto d’eccellenza. «La credibilità ce la siamo conquistata sul campo. E se oggi con il nostro prodotto siamo presenti in diversi complessi residenziali di Miami Beach piuttosto che in alcuni prestigiosi grattacieli di Tokyo, ma la lista ormai è lunghissima, significa che se lavori con giudizio, trovando nella tua giornata le ragioni che danno un senso all’impegno, alla fatica, il premio arriva».
Mario Barzaghi è il presidente di Effebiquattro, azienda ai vertici nella produzione delle porte in legno. Lo incontriamo nel suo ufficio di Seregno, uno dei luoghi vitali di quel distretto brianzolo del mobile di design che certamente ha scritto e continua a scrivere alcune delle pagine più significative dell’affermazione del made in Italy nel mondo. «Sul legno noi brianzoli la sappiamo lunga. Lo abbiamo corteggiato da quel giorno e quando ha ceduto alle nostre lusinghe non lo abbiamo abbandonato più. Siamo gente fedele. Semplice. Dalle passioni forti». Dalla relazione finanche sentimentale e affettiva con il legno è nata l’avventura di Effebiquattro. Che evidentemente si richiama all’antica e nobile tradizione della falegnameria, dell’arte come mestiere, dello spirito giusto che favorisce la creatività e la genuina intrapresa. «Ricordo bene quando e quanto si lavorava in bottega con mio fratello. Guardi che quell’esperienza è stata fondamentale per raggiungere la posizione che ha oggi Effebiquattro. Nessuna nostalgia per il tempo andato, ma anche la sacrosanta certezza di quanto sia stato importante per la mia vita professionale aver odorato fin da giovane il profumo del legno». La figlia Giovanna che ci fa compagnia e che in azienda svolge il ruolo di direttrice del marketing annuisce convinta e dice: «Questa azienda è cresciuta tantissimo. Si è data, come è giusto che sia, una struttura manageriale, però tutto sarebbe inutile se venisse meno l’entusiasmo e la voglia di fare bene di mio padre. Che è un imprenditore estremamente curioso. Che ogni anno gira moltissime fiere e non solo quelle di settore». Si inserisce Mario Barzaghi. «Sono convinto che si cresce in ciò che facciamo allargando la conoscenza, cioè non limitandosi a frequentare gli appuntamenti canonici del mercato nel quale operiamo. Voglio dire che l’idea giusta, innovativa, brillante, molte volte può arrivare osservando, incontrando, stupendosi di fronte ad ambienti che c’entrano poco o nulla con il tuo lavoro. Poi ti accorgi che non è così. Credo che un buon imprenditore debba alimentare sempre la propria curiosità. Altrimenti la routine rischia di prendere il sopravvento. E questo non funziona. Non ti fa crescere, non fa crescere le persone che lavorano con te e di conseguenza non cresce l’azienda».
Invece Effebiquattro da quando ha incominciato nel 1975 il suo cammino ha collezionato performance interessanti tutti gli anni. Riconoscimenti innegabili. E una prestigiosa commessa che rende giustamente orgoglioso il Barzaghi, anche se da tipico brianzolo per parlarne non mette in fila la solita lista di aggettivi. Dice quel che è successo. Che poi è stato un grande successo. «Nel 2004 come è noto ha riaperto il Teatro alla Scala. Gli aspetti più apprezzati degli interventi sono stati la maestosa ellissi che sovrasta il teatro e la nuova torre scenica, i cui progetti appartengono all’architetto Mario Botta. Il quale ha scelto proprio Effebiquattro per la produzione e l’installazione delle 400 porte in legno nelle gallerie e nei palchi e delle 400 porte moderne relative alle parti di nuova generazione. Si è trattato di un lavoro molto impegnativo ma esaltante. Non capita tutti i giorni di poter offrire il proprio lavoro per il Teatro alla Scala, il tempio della musica che tutto il mondo ci invidia. Vuol sapere una cosa? Solo se fai nel migliore dei modi il tuo, cioè il lavoro di tutti i giorni, può succedere che capiti poi l’offerta di lavoro più straordinaria». Aggiungiamo noi che le porte di palchi e gallerie ricalcano esattamente il disegno originale, ma presentano un contenuto tecnologico e di insonorizzazione di gran lunga superiore rispetto alla versione originale. «Ricordo bene l’effervescenza che si respirava in azienda quando è giunta la notizia che era stata scelta Effebiquattro e che bisognava mettersi all’opera. Si è lavorato a tempo di record per rispettare la consegna. Ci siamo riusciti. Con merito di tutti».

Musica per il maestro
Certo che avrà apprezzato il lavoro di questa azienda brianzola il maestro Riccardo Muti. È noto che lo infastidiva assai il cigolio delle vetuste porte che davano ai palchi. Con quelle nuove, come si dice, è tornato il silenzio che in questo caso è davvero d’oro. Musica per le orecchie del titolare di Effebiquattro. «Ci piace il senso della sfida. Crediamo infatti di aver costruito una realtà che possa rispondere anche alle esigenze più sofisticate. Coniugare elevati standard di qualità con un contenuto progettuale ed estetico di spessore rappresenta il punto di vista innovativo e il tratto caratteristico del nostro stare sul mercato». Insomma, ecco un altro esempio di come sia possibile fare innovazione nella piccola e media impresa. «Oggi non c’è dubbio che occorra una visione industriale che guardi in avanti, costruita naturalmente su solide risorse finanziarie, di comprensione della domanda e di una base tecnica e produttiva che sia in grado di sopportare la pressione di un mercato dove la competizione non concede tregua», spiega Barzaghi. Ecco allora una breve radiografia a proposito di efficienza ed eccellenza della produzione.
L’azienda dispone di un impianto a elevata automazione che si sviluppa su una superficie di oltre 50 mila metri quadrati. Le linee hanno una capacità produttiva di 250 mila porte l’anno, con relativi sistemi di installazione. L’impatto ambientale dello stabilimento risponde alle norme più severe. Grazie allo sviluppo e all’ingegnerizzazione dei flussi produttivi, Effebiquattro ha raggiunto negli anni un’uniformità qualitativa importante. «Il lavoro svolto in questa direzione ha coinvolto l’intera catena dei fornitori, non a caso oggi tutti certificati. Questa circostanza ci ha consentito non solo di ottenere le certificazioni di qualità internazionali, ma addirittura di imporre nel settore uno stile Effebiquattro. Che è fatto di design, qualità dei materiali e finiture superiori e con un eccellente rapporto qualità-prezzo», illustra Barzaghi. Il prodotto dell’azienda che dal 2000 viene commercializzato al pubblico con il marchio Dilà si rivolge alla fascia alta del mercato, quella che prima di altri ha compreso come la porta sia oggi a tutti gli effetti un elemento fondamentale dell’arredo di una casa. «Possiamo rivolgerci a quella clientela perché abbiamo investito molto sulla formazione del personale».

Una genialità ecocompatibile
Leggiamo sulla brochure aziendale che l’impegno per la qualità si fonda su tre punti cardine: rigorosa selezione delle materie prime; collaudi effettuati periodicamente su tutta la gamma dei prodotti e osservazione puntigliosa delle procedure metodologiche e organizzative della qualità. Inoltre che Effebiquattro opera con un sistema integrato di qualità, ambiente e sicurezza che rappresenta un traguardo per l’affermazione del marchio e dei servizi ad esso collegati, ed è oggi una garanzia oggettiva su cui fondare le relazioni fra costruttore e clienti. Diciamo la verità: quando si parla di legno si pensa immediatamente all’albero. Barzaghi tiene perciò a chiarire che l’azienda presta una particolare attenzione al rispetto dell’ambiente. «Effebiquattro utilizza solo legno che proviene da foreste in coltura, che vuol dire non abbattere boschi e foreste. Inoltre si utilizzano vernici a base d’acqua che non contengono solventi chimici. E ancora: su tutti i nostri prodotti compare il marchio di qualità “Vero legno” che certifica l’impiego di materia prima autentica che non è sottoposta a modifiche strutturali in produzione. Infine, ci tengo a dire che sul tema dell’ecocompatibilità Effebiquattro ha avviato una collaborazione con l’Università di Firenze, proprio perché il tema ci è particolarmente caro». Ed è un modo insieme strategico e provocatorio di aprirsi (trattandosi di porte, of course) ad ambiti di conoscenza sensibile.
Realizzare un prodotto eccellente pare allora essere proprio l’esito di un continuo desiderio di apprendere. Stai a vedere allora che è così che si afferma l’imprenditore eccellente, che viaggia, che propone il suo catalogo anche oltre confine. «L’export vale oggi il 25 per cento. Siamo partiti negli anni Ottanta con la Libia. Ora frequentiamo molti paesi. Il made in Italy è molto apprezzato. Anche il made in Brianza. Grande interesse raccogliamo in Russia dove siamo presenti a Mosca con uno show room di 300 metri quadrati e nel paese con una rete di 50 punti vendita». I prossimi paesi in agenda sono Cina e India. «Mica facile, eh. Sono realtà complesse ma dalle enormi potenzialità. Vanno individuati gli interlocutori giusti per costruire un’inziativa che lasci il segno. Senza la qualità delle persone è impossibile che un’impresa duri e cresca nel tempo. Cioè non si parte da Seregno e non si arriva a Mosca. A meno che non sia una vacanza».

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