Quell’islam radicale un po’ no global
Gli islamici fondamentalisti come i No global. Accade anche questo all’Italia schierata in prima linea contro il terrorismo. I gruppi islamici radicali hanno imparato la lezione dai loro alleati italici. Hanno stilato una lista di prodotti da boicottare per non finanziare le armi che uccidono i loro fratelli palestinesi. Pratiche già messe in atto dalla fratellanza dei No logo per contrastare il cosiddetto neoimperialismo della globalizzazione. L’elenco, in cui compaiono i principali marchi delle aziende occidentali come Coca Cola, Disney, McDonald, Gillette, Tampax, Colgate, Dash e così via, è stato trovato durante le perquisizioni domiciliari ordinate dalla procura distrettuale antimafia di Genova e condotte dalla Digos della questura della Spezia. Un’indagine accurata che ha permesso di individuare una cellula islamica che operava tra le province della Spezia, Massa Carrara e Lucca. Fulcro delle attività del gruppo la moschea di Albiano Magra, un piccolo paese posto sulle rive del fiume Magra nel comune di Aulla e in seconda fila quella di Capezzano Pianore, un borgo nei pressi di Viareggio. Un imam, Bouhnik El Hassan, un responsabile di luogo di culto e due collaboratori, tutti di origine marocchina, sono stati denunciati e ora rischiano l’espulsione. Gli inquirenti contestano loro il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale previsto dall’articolo 270 bis del codice penale. Secondo gli investigatori la cellula islamica avrebbe svolto attività di fiancheggiamento e proselitismo terroristico con contatti costanti con il Pakistan e l’Afghanistan, ma anche con gruppi musulmani tedeschi e marocchini e con il centro islamico della moschea Arahama di Parigi. In Italia esistevano legami con le moschee di Carmagnola, Badia Polesine e Villabate. L’indagine, scattata dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York del 2001, ha avuto un’origine casuale. Il nome della moschea del piccolo paesino toscano compare in colloqui telefonici di personaggi musulmani registrati nel Nord Europa. Ad attirare l’attenzione degli investigatori sono stati i toni accesi delle prediche che propagandavano gli inviti alla mobilitazione e alla guerra santa. Alcune frasi delle intercettazioni ambientali liguri come «Allah ha detto di combattere per distruggere gli infedeli», «è giusto uccidere gli ebrei e gli americani» oppure «si deve combattere gli infedeli che ci vogliono uccidere e se uccidete gli infedeli per Dio entrate in paradiso» farebbero avvicinare i denunciati agli ambienti del fondamentalismo islamico.
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