Quello che gli Epifani non dicono

Di Tempi
09 Marzo 2006
IN 10 ANNI IL COSTO DEL LAVORO è CRESCIUTO DEL 23%. PER COLPA DI CHI?

Mentre questo numero di Tempi va in stampa a Rimini è in corso il congresso della Cgil, primo sindacato italiano forte di un aumento dei tesserati nel 2005 del 20 per cento (il 60 dei quali pensionati). Chiare le linee guida tracciate dal segretario Guglielmo Epifani nel corso del suo discorso d’introduzione: i cinque anni di governo del centro-destra sono da archiviare, il programma dell’Unione ci piace ma per garantirsi la pace sociale il centro-sinistra deve far ripartire la concertazione – ovvero riattivare il potere di veto di Cgil, Cisl e Uil – e soprattutto abrogare in toto la legge 30 sul mercato del lavoro (la cosiddetta legge Biagi) e la riforma Moratti del sistema scolastico. Non richieste né desiderata, bensì vere e proprie conditio sine qua non per ottenere l’appoggio del sindacato rosso al possibile (ma non auspicabile) governo di Romano Prodi. Cisl e Uil, attraverso i rispettivi segretari, hanno già marcato le proprie distanze da questa impostazione in nome dell’autonomia sindacale dalla politica, ma poco cambia: la forza della Cgil, soprattutto in comparti chiave come la scuola e il metalmeccanico, non consente a Pezzotta e Angeletti di alzare troppo la voce. Si andrà, quindi, divisi ma con la pesante ipoteca dell’asse Epifani-Bertinotti-Diliberto-Correntone Ds sull’azione dell’esecutivo di centro-sinistra.
Non c’è nulla da fare: per la Cgil la stagnazione economica è colpa di Silvio Berlusconi. Peccato che Epifani, nel suo bel discorsetto, abbia omesso un dato: quello che vede negli ultimi dieci anni il costo del lavoro per unità di prodotto nell’industria aumentato del 23 per cento in Italia contro il +1,4 della Germania e il -9 per cento della Francia. Paesi che, guarda caso, hanno ricominciato timidamente a crescere. Non parliamo poi della Gran Bretagna: ma lassù, Oltremanica, i conti con lo strapotere e l’ostruzionismo sindacale li hanno risolti vent’anni fa. Ecco la differenza sostanziale, ecco il vero problema.

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