Questi matrimoni fra immigrati non s’han da fare
Chi sono gli Human Visas, i “permessi di soggiorno umani” di cui parla il titolo del libro della giornalista ed attivista dei diritti umani norvegese Hege Storhaug? Sono i figli e le figlie degli immigrati musulmani in Europa che si prestano a matrimoni combinati con uomini (spesso cugini e spesso non più giovani) e donne giovanissime provenienti dalle regioni più remote dei loro paesi di origine. Il fenomeno è diffuso in tutta Europa, ma i primi ad accorgersene, a prendere coscienza di tutti i suoi aspetti perversi e ad assumere qualche provvedimento di contrasto sono stati i paesi scandinavi e l’Olanda. Human Rights Service, l’organizzazione di Hege Storhaug, ha appurato che l’82 per cento delle marocchine immigrate in Norvegia che hanno contratto matrimonio fra il 1996 e il 2001 si sono sposate con cittadini marocchini che si sono appositamente trasferiti nel paese, ottenendo il permesso di soggiorno grazie al matrimonio; stessa storia per il 76 per cento delle immigrate pakistane. Il fenomeno, secondo la Storhaug, ha cause sia economiche che sociologico-politiche. L’aspetto economico consiste nelle forti somme che i familiari degli aspiranti sposi e spose stranieri sono disposti a pagare per concludere il matrimonio che permetterà al loro congiunto di trasferirsi in Europa ed aprire la strada ad altri arrivi. L’aspetto sociologico e politico consiste nella volontà, da parte dei maschi conservatori presenti nelle comunità di immigrati, di creare “società parallele” di musulmani tradizionalisti decisi a vivere in Europa senza integrarsi. La Storhaug propone di combattere il fenomeno con specifici provvedimenti che rendano difficoltosi i matrimoni combinati. Il primo paese ad agire in questo senso è stata la Danimarca, che ha alzato a 24 anni l’età minima per i matrimoni fra residenti e cittadini provenienti dall’estero, richiede un certo reddito da parte del residente e il possesso da parte sua di un appartamento almeno bilocale, oltre a una dichiarazione giurata che il matrimonio è volontario. L’Olanda e la Norvegia hanno imboccato questa stessa strada. Nessuna notizia dal resto d’Europa.
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