Qui si spiega stroncandolo perché non si è stroncato Olmi
Il ministero della Sanità ha annunciato che metterà a disposizione gratis delle bambine di 12 anni il vaccino contro il cancro alla cervice. Così, oltre al morbillo e alla rosolia, eviteranno anche il papillomavirus? Non esattamente, ed è importante chiarirlo per evitare che l’iniziativa aumenti i rischi di contagio anziché diminuirli. Il papillomavirus hpv non si trasmette per contatto casuale ma solo per contatto sessuale, vaginale o anale, che di solito casuale non è. I fatti da tenere presente sono: 1) dal momento dell’infezione al momento dell’insorgere del tumore alla cervice passano almeno dieci anni; 2) i casi sperimentali sono stati seguiti per non più di 4 anni, quindi non si conosce la durata dell’immunizzazione prodotta dal vaccino. Di conseguenza, una bambina vaccinata a 12 anni può ritrovarsi lo stesso a 30 con un tumore da papillomavirus contratto dieci anni prima, quando, a sua insaputa, l’effetto della vaccinazione era terminato. Ma perché allora lo si contempla per un’età così giovane? Perché il vaccino non è retroattivo, per cui vaccinando, poniamo, una sedicenne già sessualmente attiva, un’eventuale infezione avvenuta prima della vaccinazione potrebbe essere già in atto, e manifestarsi solo anni dopo. Detto questo, e aggiunto che andrebbero guardati anche gli effetti collaterali del vaccino, l’obiezione maggiore è questo dare per scontato che i rapporti sessuali, come la pioggia, arrivano casualmente. L’unica prevenzione sicura contro l’hpv, visto che le ricerche non hanno confermato che i preservativi impediscono il contagio, è l’astinenza, prima del matrimonio, e la fedeltà, durante. (E poi, si può sapere perché, dato che i tumori da hpv colpiscono sia uomini sia donne, andrebbero vaccinate solo le femmine?).
Alessandra Nucci via internet
Certe volte mi domando: ma cosa hanno nella testa?
Non condivido la sua destruktion del poetico Centochiodi. Però apprezzo la sua sensibilità di non riproporre su Tempi quello che ha scritto sul Foglio.
Francesco Landi via internet
In effetti si stenta a credere che Ermanno Olmi sia lo stesso poeta del Mestiere delle armi. Centochiodi è un Attimo fuggente per anziani. Una Vita è bella per coop della terza età. Un cortometraggio che non ha nemmeno la suggestione musicale del più muto dei Koyaniskatsi. Fellinismi che farebbero ridere Fellini. E pasolinismi che fanno rivoltare Pasolini nella tomba. Come si scrisse al Foglio, mediocrità e tristezza sconfinata. D’accordo, la storia dei libri inchiodati è una bella idea iconoclasta. Ma la resa è da acqua del Po. Buona per buttarci le chiavi di una fuoriserie che si è fatta uno spot subliminale. Buona per pescarci pesci siluro col prosciutto di Langhirano. Piantare centochiodi per poi cantare Orietta Berti e l’amore clochard, è un po’ come immaginare Guernica e poi andare al mare il 15 agosto per scrivere “ti amo” sulla sabbia. Nemmeno la mistica della vecchiaia (che, par di capire dall’Olmi di Otto e mezzo, è un po’ come l’amore, il quale dica il suo sì in chiesa o lo dica nei lucchetti di ponte Milvio, è uguale) salva questa pellicola noiosa dalla destruktion che merita.
Non riesco a capire perché la Chiesa non caccia certi preti che vanno in giro a parlar male del Papa e dei vescovi. Perché non se ne vanno per la loro strada, in compagnia dell’ideologia comunista a cui reggono il moccolo, invece di continuare a confondere i fedeli con le loro prediche? Troppo facile incassare l’otto per mille (e magari anche i finanziamenti degli assessorati ai servizi sociali), portare l’abito della Chiesa cattolica e predicare da protestanti con in mano il vangelo di Bertinotti! Lo so che ci sono anche tanti bravi sacerdoti. Però fanno notizia solo quelli che vanno in piazza se c’è da marciare su Vicenza e quelli che si scandalizzano se i vescovi dicono una parola chiara sui Dico. Non sarebbe ora che la Chiesa ci facesse la carità di liberarci da questi iscarioti?
Carlo Baiani via internet
Comprendiamo il suo stato d’animo, ma la Chiesa è maestra di libertà e di pazienza infinita. Però un po’ di richiamo non guasterebbe. Dopotutto, mica glielo ordina il dottore di andare in giro col blasone di una storia bimillenaria e ragionare come se il cristianesimo sarà, forse, dopodomani, avvolto nelle nuvole del vangelo secondo i centochiodi.
Ti riporto qui sotto un breve passo dell’ultimo libro di Fausto Bertinotti La città degli uomini. Il discorso è inserito in un passaggio nel quale parla del futuro dell’Europa, della sua realizzazione, «senza la quale temo che possa determinarsi la caduta dell’umanità in una nuova barbarie. Per fare questo mi voglio riferire a qualche cosa che ha a che fare con le fondamenta culturali comuni e non solo con ciò che direttamente appartiene, in modo stretto, al mio orientamento politico. L’Europa è stata tante cose diverse e in loro nome ha fatto nel mondo cose anche terribili, compresa la colonizzazione. (.) Però il suo libro è la Bibbia, il libro dell’apertura. è il libro di un cammino in cui si incontrano gli altri e ci si contamina con gli altri. L’Europa può essere il luogo di questa contaminazione. (.) In questo senso penso che due grandi culture, quella marxista e quella cristiana, si possano incontrare per ridelineare il destino dell’Europa, in una fruttuosa contaminazione con le altre grandi culture portatrici di civiltà nel Mediterraneo».
Fabio Cavallari Luino (Va)
Non dubitiamo punto delle buone intenzioni e della buona intelligenza del nostro amabile presidente della Camera. è che la politica è un ballo in maschera. Chissà se Fausto ce la farà ad appendere ai centochiodi la professione e a mostrare l’altra guancia ai fischi e agli insulti che si prendono in una qualsiasi università di pesci siluro.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!