Radici prodiane.
Sì a «modifiche nelle strutture e nelle funzioni delle Camere», al «rafforzamento della figura del presidente del Consiglio nei confronti dei partiti e dei singoli ministri» e all’«ampliamento anche forte dei poteri delle Regioni» sul modello del «federalismo tedesco». No, non è l’ennesimo manifesto propagandistico del centrodestra. È l’ultimo Giuseppe Dossetti.
Per saperne di più basta leggere la lezione “Costituzione e riforme” che tenne all’Università degli Studi di Parma il 26 aprile 1995, contenuta nel testo I valori e la Costituzione.
A detta di Pino Cappellani, ex allievo della scuola di Bologna, quelle tesi «sembrano riprendere pari pari le rivendicazioni della Casa delle Libertà». Eppure durante la campagna referendaria dello scorso giugno i monaci della Piccola Famiglia dell’Annunziata, comunità fondata proprio da Dossetti, si affrettarono a dichiarare che la riforma costituzionale targata Cdl metteva «in questione i valori fondanti della nostra comunità nazionale» (Corriere della Sera, 19 giugno 2006). Tale atteggiamento contraddittorio del resto è tipicamente dossettiano, perché «don Giuseppe – precisa Cappellani – era una personalità complessa e contraddittoria. Era dogmatico e quello che diceva era assertivo. Non poneva le basi per un dialogo comune».
Matteo Forte Milano
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