Rc bocciata

Di Raimondi Luca
23 Gennaio 2003
Sarà forse più difficile da oggi trovare il pretesto per una “bella okkupazione”.

Sarà forse più difficile da oggi trovare il pretesto per una “bella okkupazione”. La Corte Costituzionale ha bocciato il referendum promosso da Rifondazione Comunista, Verdi, Cobas e parte della Cgil, contro la legge che regola la parità scolastica (L. 62/2000). Risultato: il monopolio statale della scuola è contro la Costituzione. È il capolinea della sinistra italiana. Cade, infatti, anche l’ultimo “imbroglio” ideologico dei nipotini di Togliatti: la discriminazione tra scuola statale e scuola privata, la contrapposizione strumentale tra ricchi e poveri. La parità infatti è garanzia per un popolo di educare i figli secondo la propria storia e i propri ideali. Non è contro la persona. Anzi, introduce il principio della libera scelta per ogni singolo cittadino, ricco o povero che sia. È un fatto di democrazia e di civiltà. Come già avviene in tutti i Paesi liberali. Siamo però all’inizio: serve non solo l’affermazione teorica o la difesa del pluralismo, ma una legislazione che promuova una parità reale. È un diritto-dovere dello Stato sostenerla.

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