Rc bocciata
Sarà forse più difficile da oggi trovare il pretesto per una “bella okkupazione”. La Corte Costituzionale ha bocciato il referendum promosso da Rifondazione Comunista, Verdi, Cobas e parte della Cgil, contro la legge che regola la parità scolastica (L. 62/2000). Risultato: il monopolio statale della scuola è contro la Costituzione. È il capolinea della sinistra italiana. Cade, infatti, anche l’ultimo “imbroglio” ideologico dei nipotini di Togliatti: la discriminazione tra scuola statale e scuola privata, la contrapposizione strumentale tra ricchi e poveri. La parità infatti è garanzia per un popolo di educare i figli secondo la propria storia e i propri ideali. Non è contro la persona. Anzi, introduce il principio della libera scelta per ogni singolo cittadino, ricco o povero che sia. È un fatto di democrazia e di civiltà. Come già avviene in tutti i Paesi liberali. Siamo però all’inizio: serve non solo l’affermazione teorica o la difesa del pluralismo, ma una legislazione che promuova una parità reale. È un diritto-dovere dello Stato sostenerla.
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