REALISMI
L’Italia ha pagato il riscatto e si è ripresa le due Simone. è stato giusto così. Ora ci sarà molta retorica e chiacchiera, ma il fatto resta. Come ha detto Berlusconi: le due ragazze devono la vita a Gianni Letta. Il quale, tra l’altro liftingato peggio del suo capo, non è proprio l’immagine dell’eroe per buona parte del popolo italiano. Però è colui che ha condotto le trattative e le ha condotte a buon fine. Insieme al commissario Scelli della Croce Rossa sono i volti dell’Italia che mette le mani dove la terra brucia. A molti non piacciono, e preferiscono altri eroi più romantici e politically correct. Ma questi funzionano.
Non sono morti, dormono. A un mese dalla strage di Beslan, mancano all’appello ancora 52 ostaggi-bambini. Ufficialmente sono dispersi. Liste di corpi, di frammenti, elenchi e fotogrammi di video, ai quali i loro genitori affidano il dolore e la speranza. Che Marat, e Sabina e Aslan (così il Corriere della Sera del 29 settembre) non siano morti. Non c’è solo la sperdutezza un po’ ebete per volti così desiderati e così perduti, è un balbettare misterioso che si sporge oltre ogni evidenza. Risero anche di Lui, come narrano i Vangeli, quando disse che la figlia di quell’eminente giudeo non era morta ma dormiva. E lei, e con lei anche i bambini di Beslan, si alza e si mette a camminare.
Sinistra da bar? A Bologna, l’euforia a sinistra per la reconquista, non s’è spenta. Essendo che la città è ora tutta cosa loro, il consiglio del quartiere Santo Stefano ha pensato bene di convocarsi in seduta al Bar Ciccio. L’opposizione ha gridato al vilipendio istituzionale. Avrebbe fatto meglio a buttarla sull’ironia. Non è la sinistra che millanta un seriosissimo senso delle istituzioni stigmatizzando la destra troppo godereccia? è che convocare un quartiere al bar non giova alla percezione dell’utilità sociale del quartiere stesso. Cofferati non sapeva bene cosa replicare: «Non ne sapevo niente – si è difeso –, bisogna capire se c’è un nesso tra ordine del giorno e luogo, ma vi assicuro che il bar non era sede di un mio comitato elettorale».
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