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La favola della cannabis legale? Fatevela raccontare da chi lotta corpo a corpo con la droga

Di Caterina Giojelli
25 Settembre 2021
Meno mafia e consumi? «I firmatari si facciano un giro in psichiatria», esorta José Berdini (Pars). «Scopriranno di aver firmato per aumentare costi sanitari e spacciatori. E dare i giovani in pasto al nichilismo»
Superato il quorum di 500 mila firme per il referendum sulla cannabis legale (foto Ansa)

«Dite a Saviano, a Manconi ai 500 mila firmatari del referendum per la cannabis legale di andare farsi un giro nei reparti di psichiatria». Non è una battutaccia quella di José Berdini, responsabile delle Comunità Terapeutiche Pars nate nel 1990 nelle Marche: «Non vogliono entrare nelle comunità di recupero, vadano direttamente in ospedale. L'ultimo ragazzo col demone della doppia diagnosi (dipendenza e psicosi, ndr) lo abbiamo dovuto ricoverare in Emilia-Romagna: al Sud, dove vive, non si trovano più posti. Si facciano un esame di coscienza e due calcoli sui costi sanitari anche i giornali che predicano la tutela dei vulnerabili e poi spalleggiano i soloni dei ragionamenti leggeri come l'erba che vogliono vendere. E inizino a scriverla giusta: se la mafia è colpevole di spaccio di sostanze stupefacenti e lo Stato decide di arrogarsi questo mestiere lo si deve chiamare con il proprio nome, Stato spacciatore».
Le balle di Saviano sulla cannabis
Il referendum legalizza, lo Stato la passa...

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