Regia università di Torino

Di Tempi
19 Gennaio 2006
AVVIO D'ANNO REP. CON "AMPUTAZIONE" DEGLI STUDENTI

Ezio Pellizzetti, Magnifico Rettore dell’università di Torino, ha un bizzarro concetto di dialogo democratico e di responsabilità educativa. Nelle settimane precedenti il Natale ha ignorato le proteste degli studenti che denunciavano il clima di intimidazione imposto da una esigua minoranza e ha di fatto consegnato le chiavi dell’ateneo a quattro gatti di facinorosi che hanno bivaccato nelle aule e lasciato dietro di loro la solita discarica di vandalismi (e muri imbrattati specialmente di bestemmie e insulti anticattolici). Alla ripresa delle lezioni, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, per la prima volta nella storia dell’Università, il Rettore Magnifico ha tolto la parola agli studenti eletti democraticamente nelle rappresentanze di ateneo (vedi a pagina 4) e ha celebrato se stesso con una tradizionale sfilata di antichità regio-sabaude.
Ora, se non fosse che anche le autorità accademiche dell’università di Torino hanno una loro gloriosa storia civica alle spalle – fascista all’epoca del fascismo, antifascista in quella dell’antifascismo – apparirebbe davvero ingiustificato il balzano doppiopesismo del Magnifico Rettore. Che premia gli studenti intolleranti e punisce gli eletti nei consigli democratici. Per certo, il professor Pellizzetti non dubita della sua religione del dubbio asimmetrico. Tant’è che non ha avuto dubbi nell’imbavagliare gli studenti e nel regalare le luci della ribalta all’illustre editorialista di Repubblica professor Gustavo Zagrebelsky. Il quale, tra gli sbadigli del pubblico, ha svolto una lunga orazione sul tema “Università come Istituzione”, dove ha cercato di dimostrare la necessità storica della castrazione del bisogno di felicità delle persone («amputazione della soggettività») a vantaggio dell’«agire istituzionale», più o meno dall’età della pietra ai giorni delle (omissis) istituzionali tra Fassino e Consorte.

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