Repubblica promuove la riedizione della non scuola di via Quaranta

Di Tempi
22 Giugno 2006

Si torna a parlare della “non scuola” di via Quaranta di Milano. Dopo la chiusura e interminabili trattative e discussioni, più di cento ragazzi che la frequentavano si sono iscritti alle scuole pubbliche italiane. Gli insegnanti che hanno avuto a che fare con loro li descrivono come studenti abituati a imparare solo a memoria e con una preparazione di base sostanzialmente carente. Sessanta degli ex alunni di via Quaranta hanno però deciso di frequentare un doposcuola in via Ventura. Avvalendosi dell’istruzione paterna i ragazzi sono stati aiutati a studiare da un gruppo di volontari coordinati da Lidia Acerboni, una ex insegnante in pensione molto vicina a Sandro Antoniazzi, leader dell’Unione milanese. La Acerboni aveva collaborato con il centro Fajr, promotore della “non scuola” di via Quaranta, che per quattordici anni aveva sottratto all’obbligo scolastico circa cinquecento alunni, e molto si era battuta perché non fosse chiusa. Una volta persa la partita aveva costituito l’associazione “Insieme” fornendo, di fatto, alle famiglie dei sessanta irriducibili un’ulteriore scappatoia legale per non iscriversi nelle nostre scuole.
Secondo un articolo apparso su Repubblica Milano il 15 giugno, sono stati «promossi i bambini musulmani» che proprio in questi giorni, dopo quelli al Consolato egiziano, hanno svolto gli esami italiani previsti dalla legge. Secondo un’insegnante «dell’elementare Ariberto, che ieri ha esaminato sei alunni, “saranno tutti promossi”». L’articolo non racconta la sorte degli altri 54 studenti e non racconta che proprio la scuola di via Ariberto si era offerta, in uno dei momenti caldi della vicenda, come rifugio illegale per tutti gli studenti di via Quaranta. Insomma, Repubblica cela dati significativi di cronaca e, anzi, riporta «la speranza dei genitori che l’anno prossimo ci sarà una scuola straniera per bambini arabi». Forse qualcuno dovrebbe dire loro che la scadenza per presentare domanda di scuola paritaria o straniera era il 30 marzo. A quella data non è pervenuta alcuna richiesta al ministero dell’Istruzione.

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