Ricordare e poi tacere
Un giovane ungherese di ottima famiglia, proveniente dal centro della civiltà danubiana, racconta di sé: della ricca casa straripante di libri, dei genitori, nitidi nella memoria come l’Ungheria e la solidità cattolica. La vastità dello sguardo e l’amore doloroso per la realtà accompagnano questo straordinario lungo romanzo autobiografico di Sandor Marai.
Gli antenati sassoni e ungheresi gli hanno trasmesso l’irrequietezza e la nevrosi. Inizia a peregrinare in Europa, attratto dagli ambienti letterari e dalle culture nuove.
Il padre lo mantiene, lui è spendaccione, curioso del mondo e di sé vuol fare il giornalista. Lavora con successo per un giornale tedesco e questo lo rende più sistematico. Cerca il proprio compito, l’unicità del talento e del genio. Scopre il Rinascimento a Firenze, e a Parigi, nella scrittura dei francesi, la costanza del significato. Scopre la propria natura e il valore della lingua materna per uno scrittore, e la bellezza della tradizione.
è il momento di tornare dai suoi connazionali. Il suo destino è nella patria. Ritrova luoghi e lingua, scrivere è il suo modo di vivere. Nascono tanti libri.
Muore il padre, così simile e amato. Ora deve soltanto testimoniare di aver visto l’Europa, ricordare e tacere.
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