Riformista e radicali.
Una commissione parlamentare d’inchiesta è stata settimana scorsa a Sassari per far luce sul caso di Giovanni Nuvoli, il malato di Sla che dal suo letto d’ospedale ha chiesto di morire, ma poi ha anche chiesto di essere curato. Che vuole tornare a casa ma poi, avendo capito che può lasciarci la pelle, ha accettato di aspettare. La conclusione cui sono giunti i parlamentari (di entrambi gli schieramenti) è la seguente: «Nuvoli non cerca la morte. Forse nei momenti di disperazione se l’augura, ma chiede di vivere meglio ed è ancora disposto a combattere per controllare il dolore e contro quelle condizioni che potrebbero provocargliene altri, visto che anche ieri ha accettato una nuova terapia salvavita». Nei giorni precedenti aveva dato la propria disponibilità a “staccare la spina” Roberto Santi, un gastroenterologo in cerca di un po’ di pubblicità per il suo libro Io, il dottor morte. è stato sconfessato persino da quelli dell’associazione Luca Coscioni con un ridicolo comunicato stampa in cui hanno preso le distanze da questo loro associato. Ora si è fatto avanti Sergio Viale, il ginecologo radicale famoso per le sue battaglie in favore della Ru486. Il Riformista ha scritto che il Foglio e questo settimanale hanno «molte certezze sulla pelle altrui». è vero il contrario: poiché ci sono molti dubbi, siamo prudenti. Non sappiamo le certezze del quotidiano arancione, della stampa nazionale in generale, dei Radicali. Noi ne abbiamo una sola: non facciamo il tifo per ammazzare nessuno.
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