Ripartire dall’Alfa
Alfa Romeo rappresenta l’acquisizione più preziosa per General Motors. è il secondo marchio più amato nel mondo, dopo Ferrari, e, fra poco, i tecnici Alfa, guidati dall’ing. Massai, avranno accesso al parco motori General Motors e alcuni di quelli, come il V8 4600 Cadillac Northstar, se debitamente “massaggiati” in stile Alfa, erogheranno potenze da far impallidire chiunque. Alfa produrrà nel 2002 circa 200mila unità. Abbiamo sentito parlare di traguardi di 350mila da qui a qualche anno. Meglio rimanere a 200mila e dare vita ad una generazione di vetture che rimetta il Marchio del Biscione nel suo giusto seggio, nell’Olimpo dell’auto. Più difficile il discorso per Lancia che, pure, ha in listino la prima, vera ammiraglia dai tempi della Flaminia: Thesis. Purtroppo fra le sue motorizzazioni manca un V8 che la metta in competizione con le Case germaniche, e che sarebbe il vero passaporto per l’accesso ad un segmento del mercato che continua ad essere molto profittevole e da cui Lancia, altro marchio nobile dell’auto italiana, è esclusa da tempo. Un altro pezzo di grande pregio è rappresentato dal Centro Ricerche Fiat, dove sono concentrati alcuni dei migliori cervelli del settore, a livello mondiale. A loro si deve, fra l’altro, “l’invenzione” del Common Rail.
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