«Roma non è Disneyland», dice Gianfranco Fini. Ma come, se c’ha anche Pippo come sindaco
´ «Il decreto antiromeni se non fascista, certamente fascistizzante», dice Valentino Parlato sul Manifesto (6 novembre).
Come non convenire, di fronte a simili apprezzamenti, con Prodi sul fatto che nell’ampio popolo del centrosinistra, dalla sua ala moderata a quella estremizzante, prevale un forte spirito di coesione?
´ «La Rivoluzione d’Ottobre parla all’oggi», dice Oliviero Diliberto alla Stampa (8 novembre).
Diliberto è passato dal sol dell’avvenire al sol dell’avvenuto.
´ «Sotto c’è qualcosa che ancora oggi è incredibile. Luigi Calabresi sapeva che lo avrebbero ucciso, gli avevano tolto anche la scorta», dice Dario Fo alla Stampa (8 novembre).
Il pensiero del premio Nobel è lineare: Calabresi per conto della Cia ha ucciso Pinelli, poi a sua volta è stato ucciso su ordine della Cia, ed essendo ben consapevole di quel che stava per succedere, in realtà si è suicidato.
´ «La discussione va affrontata con il governo», dice Guglielmo Epifani (8 novembre).
Il segretario della Cgil vuole che sia il governo a decidere come deve essere organizzata la contrattazione nazionale e quella aziendale. Arrivato in tarda età tra le file dei postcomunisti, sta recuperando il periodo sovietico che i suoi colleghi hanno già lasciato alle spalle.
´ «Intanto alle volte vedo messe in contrapposizione teorie che non sono poi così distanti tra loro», dice Dario Franceschini all’Unità (5 novembre).
I lettori dell’Unità erano abituati alle innocue banalità, ai leggeri vaneggiamenti, agli interminabili (almeno una lenzuolata per intervista) sproloqui di Piero Fassino. Ed erano un po’ allarmati perché, chiusa l’epoca fassiniana alla segretaria ds, avrebbero dovuto rinunciare a questa dolce tortura che li aiutava a riempire le mattinate. Nessuna paura. È subentrato Dario Franceschini.
´ «Bisogna tenere ferma la barra del timone su un programma preciso», dice Romano Prodi all’Unità (5 novembre).
Ormai siamo in una situazione di schizofrenia galoppante: Prodi 2 il teorico del rigore si rivolge con severità a Prodi 1, il premier, che sbanda di qua e di là all’inseguimento delle proprie truppe in marcia verso direzioni opposte.
´ «Sono le opposizioni che hanno scassato i conti pubblici», dice Tommaso Padoa-Schioppa al Corriere della Sera (5 novembre).
Questo è vero. Bastava uno sforzino e 25 mila voti si recuperavano.
´ «Roma non è Disneyland», dice Gianfranco Fini alla Stampa (5 novembre).
Ma come, se c’ha anche Pippo come sindaco.
´ «Oggi nell’era della comunicazione disinformatrice e del dominio pubblicitario, l’ermetismo è sorto a un dominio incontrastato», dice Giorgio Bocca sull’Espresso (8 novembre).
Non c’è più nessuno che dica pane al pane e soprattutto barolo al barolo.
´ «Sospesi nel vuoto ma con il cuore oltre l’ostacolo», dice Sergio Chiamparino al Riformista (3 novembre).
Quelli del Pd sembrerebbero piuttosto sospesi oltre l’ostacolo, ma con il cuore ben bene nel vuoto.
´ «Su un quotidiano di sinistra, l’Unità, sono apparse parole strane», dice Barbara Spinelli sulla Stampa (4 novembre).
E, secondo la nota editorialista, sarebbe un fatto così nuovo, successo solo di recente?
´ «A questo punto da un governo di sinistra dovrebbe venir fuori una differenza culturale», dice Stefano Rodotà a Liberazione (4 novembre).
A questo punto da questo governo può venir fuori solo l’ultimo respiro.
´ «Quelle mie dichiarazioni, per la verità poco registrate dai media», dice Giacomo Marramao a Liberazione (4 novembre).
Ma che cosa sta succedendo nel mondo dei media, quale cataclisma, perché non si registrano – se non poco – le dichiarazioni di Marramao?
´ «Il colpo di Stato del generale Pervez Musharraf è davvero molto strano: si tratta, infatti di un colpo di Stato contro se stesso», dice Bill Emmott sul Corriere della Sera (4 novembre).
E per farlo non ha avuto neanche bisogno di un Veltroni locale.
´ «Voglio una segreteria fresca», dice Walter Veltroni al Corriere della Sera (4 novembre).
Pensa già di trasferirsi dal loft appena attrezzato a una di quelle baracchette tanto trendy e ben areate che si trovano in quartierini tipo Tor di Quinto?
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