Romano prodi
Qualcuno mi deve spiegare, non ho capito. Alle 6.30 di mattina quando si va al lavoro i cartelloni elettorali possono far male ed esser fraintesi. Dietro casa mia Romano Prodi, presidente della Commissione europea, sorride e dice: «Irak: una guerra sbagliata. Europa: la forza della pace». Non ho capito, non del tutto, almeno. «Irak: una guerra sbagliata». Questa frase è chiara. Ciascuno ha le sue opinioni e Prodi è contrario alla guerra contro Saddam. Ma cosa vuol dire «Europa: la forza della pace»?
Mistero. Sull’intervento in Irak l’Europa non ha avuto una posizione comune. Se la forza della pace è rappresentata dalle decisioni di Francia e Germania, e ora della Spagna, mi sembrerebbe una gaffe nei confronti di Gran Bretagna, Olanda, Polonia, per citare solo alcuni membri della Ue. A meno che il contributo alla pace non venga offerto proprio dall’aver avuto delle divisioni, ma questa mi parrebbe una tesi piuttosto audace. Oppure è un buon proposito per il futuro, ma non è dato sapere come intenda realizzarlo. O infine potrebbe essere un riferimento al ruolo avuto dall’Europa a Srebrenica. Lì gli europei dopo molti massacri finalmente intervennero e tentarono di portare la pace con la forza.
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