Contenuto riservato agli abbonati

Diana, Ettore e quel segreto che esiste ma non si vede

Di Valerio Pece
08 Agosto 2024
Dentro la tormentata storia d’amore che si accende in un Carrefour milanese e si conclude sulla spiaggia di Marina di Ravenna c’è una rara densità di sapienza e autocoscienza. Recensione di “Prima che sia troppo amarti”, di Annalisa Teggi
Annalisa Teggi

A godere del romanzo d’esordio di Annalisa Teggi non saranno solo i puristi della scrittura. Dentro la tormentata storia d’amore che si accende in un Carrefour milanese e si conclude sulla spiaggia di Marina di Ravenna c’è una rara densità di sapienza e autocoscienza, nutrite dalle voci, ruminate fin nel profondo, degli amori intellettuali della scrittrice imolese: Dante, Gilbert Keith Chesterton, Omero, Clive Staples Lewis.
Protagonista del romanzo è Diana, cresciuta sul mare di Romagna «tra ombrelloni e piadine», studentessa di Lingue in quella Milano che – per i Baustelle come per il plot – «è la metafora dell’amore». Diana è un fortilizio tutto femminile, qualsiasi cosa faccia: si innamora, e ha paura che la realtà non sia «all’altezza di quello che aveva sentito vero per un istante»; decide di raccontarsi al suo uomo, e lo fa partendo dalle chemio e dal suo tumore sconfitto (e dalla «vittoria di scoprirsi un puntino nella folla» senza più «occhiatacce ai foulard in testa»), perché...

Contenuto riservato agli abbonati
Light
leggero nel formato, profondo nei contenuti.
Digitale
leggero nel formato, profondo nei contenuti.
Full
leggero nel formato, profondo nei contenuti.
Approfondire è una scelta. Falla con Tempi. Scopri l'offerta

Articoli correlati