«Ruini è una mezzala che non passa mai la palla». Per fortuna c’è Melloni a segnare. Quasi sempre nella porta sbagliata

´ «Il mestiere dei giornalisti è rompere educatamente le scatole», dice Beppe Severgnini al Corriere della Sera (17 marzo).
Severgnini sta raccogliendo tutti le argomentazioni opportune per rivendicare l’assegnazione del Pulitzer.
´ «Le è mai capitato che abbiano propinato direttamente o indirettamente a lei?», dice Henry John Woodcock rivolgendosi a Francesco Totti nell’interrogatorio riportato dal Corriere della Sera (17 marzo).
Ma il superpm di Potenza che gli chiede se gli hanno “propinato” qualcosa, non ha mai letto i libri di barzellette su Totti?
´ «Una di quelle mezzale che non vedono mai la porta, a cui il pubblico urla “passa” ma che tengono ostinatamente la palla tra i piedi», dice Alberto Melloni al Manifesto riferendosi al cardinale Camillo Ruini (17 marzo).
A far goal c’è il Melloni. Non importa se, per lo più, nella porta sbagliata.
´ «È l’alleanza che unisce i funzionari corrotti, gli intellettuali ormai privi di coscienza e la borghesia prepotente ed egoista», dice Gong Xiantian al Corriere della Sera (17 marzo).
No, non è un Gherardo Colombo locale, è un professore maoista che ce l’ha con il riconoscimento dei diritti di proprietà in Cina. Pensandoci meglio: forse è proprio un Gherardo Colombo locale.
´ «È l’ultima trovata del cardinale Ruini che ha perso la Cei ma non il vizio», dice Mariuccia Ciotta sul Manifesto, riferendosi a una lettera ruiniana ai fedeli (18 marzo).
Non si potrebbe invitare il Garante della privacy a bloccare la diffusione della lettera di Ruini sui Dico?
´ «Non faceva parte del commando che ha sparato al gioielliere milanese Pierluigi Torregiani soltanto perché, nello stesso momento, era impegnato a massacrare il povero Sabbadin», dice Piero Forno alla Stampa riferendosi a Cesare Battisti (20 marzo).
È un fatto che i Proletari armati per il comunismo siano sempre stati contro il doppio lavoro.
´ «Pur se non va dimenticata l’atroce decapitazione dell’autista Sayed Agha», dice Anubi Davossa Lussurgiu a Liberazione (20 marzo).
Pur.
´ «Dopotutto a oltre 60 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale ci troviamo ancora in Germania», dice Daniel Pipes al Corriere della Sera (19 marzo).
E tutto perché non si è trattato con i nazisti, come avrebbe sicuramente suggerito Piero Fassino se all’epoca avesse potuto suggerire una presa di posizione.
´ «Anche se in altre occasioni è stata la Chiesa a richiamare l’uso della piazza», dice Bruno Tabacci al Corriere della Sera (19 marzo).
Considerazione obiettiva. Le processioni, ad esempio, non le ha inventate il sindaco Moratti.
´ «”C’è Anna nuda sul letto con il gatto”. Ho detto: “Oh, Madonna!” Non è che mi scandalizzo per il nudo, perché sono la regina dei calendari», dice Anna Falchi alla Stampa (18 marzo).
No, non è per il nudo che si scandalizza. Ma per il gatto: avranno o no diritto alla loro privacy, queste simpatiche bestioline?
´ «I sorvoli delle Frecce tricolori creano ansia e disagio tra gli alunni delle scuole del Pordenonese», dice Lidia Menapace a Liberazione (20 marzo).
Gli alunni delle scuole odiano le Frecce tricolori, non riescono a riprenderle con il telefonino.
´ «Il rilascio di cinque nostri leader in cambio del giornalista italiano è una vittoria per tutti i talebani», dice Dadullah alla Stampa (20 marzo) .
Che ci frega se vincono, tanto poi trattiamo.
´ «L’equazione taliban-terroristi credo sia semplicistica», dice Giovanna Melandri sull’Unità (23 marzo).
Come li chiamerebbe i taliban, l’allegra ministra? Fiorellini di campo? Angioletti? Tesorucci?
´ «Quando occorre farsi carico degli interessi del paese», dice Giovanni Bazoli al Corriere della Sera, riferendosi al ruolo delle banche in Italia (21 marzo).
Ci pare che, quando occorre, anche il paese si faccia carico degli interessi di certe banche.
´ «Se fosse per la destra in Italia avremmo ancora le tariffe minime e le vecchie quattordici tabelle merceologiche», dice Pierluigi Bersani alla Repubblica (22 marzo).
E tanti scintillanti ipercoop in meno.
´ «Recitiamo vestendoci», dice Angelina Jolie a Magazine (22 marzo).
Questa senza dubbio è una novità.

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