Russia e francia nel mirino degli Usa per armi all’Irak

Di Rodolfo Casadei
27 Marzo 2003
Non è puntato solo contro la Russia l’indice di chi denuncia la violazione dell’embargo alle forniture di armamenti all’Irak

Non è puntato solo contro la Russia l’indice di chi denuncia la violazione dell’embargo alle forniture di armamenti all’Irak: anche la Francia si è ritrovata sul banco degli accusati a causa di due articoli di William Safire apparsi sul New York Times. Secondo il noto editorialista, una ditta francese, la Cis di Parigi, avrebbe mediato la vendita di un propellente per missili cinese all’Irak di nome Htpb. Interpellato da Christiane Amanpour della Cnn sulla questione, il presidente Chirac ha smentito i fatti. Ma il New York Times è tornato all’attacco, rivelando il testo di una e-mail del direttore generale della Cis alla ditta cinese, in cui si ordinavano 20 mila kg di agglomerante, e di un’altra e-mail della Qilu Chemicals, la produttrice cinese, che avvertiva dell’avvenuta spedizione con destinazione i magazzini della Cis a Tartus, Siria. Jean-Pierre Pertriaux, direttore della Cis, ha smentito che la sua ditta abbia fornito l’Htpb all’Irak e allo stesso tempo pare aver sostenuto che comunque tale vendita non sarebbe illegale.

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