Sì, si tratta di servizio pubblico

Di Bracalini Paolo
07 Dicembre 2006

No, non è la Bbc. Ennesimo confronto, a Eurovisioni 2006, tra il modello di tv pubblica britannico e quello italiano. Qui suggeriamo altre variazioni sul tema spoils system e servizio pubblico. Tanto per dire, mentre la Bbc strappa alla Endemol Uk il responsabile della produzione per creare nuovi format da vendere all’estero, la Rai strappa Piero Badaloni all’Ulivo per Rai international, struttura che il giorno stesso della nomina il sottosegretario di Prodi con delega all’editoria Riccardo Levi definisce «un progetto ormai superato». Tanto per continuare, mentre il canone della Bbc viene evaso dal 3 per cento degli inglesi, il canone Rai viene evaso dal 23 per cento degli italiani, e almeno metà degli altri tentano di non pagarlo. Perché? Tanto per ragionare, mentre alla Bbc soffiano il presidente Michael Grade, che passa alla concorrenza della tv privata Itv a suon di sterline, nessun pericolo imminente che la stessa cosa capiti a viale Mazzini. Così tanto per dire, mentre la Bbc si espande e lancia servizi televisivi satellitari in India, canali per bambini negli Stati Uniti, vende programmi in Cina, lavora su internet alle and os icon Microsoft, in Rai, nella sede piemontese della Tgr, si sdoppiano gli incarichi per far posto a due reponsabili laddove ne spetterebbe uno, perché l’uno è un Ds e l’altro è della Margherita. Così tanto per chiudere, mentre la Bbc rinnova la sua Royal charter (lo statuto decennale) in modo che gli abbonati vengano consultati grazie all’istituzione di quattro Consigli dell’audience (su base geografica: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del nord), che avranno anche compiti di monitoraggio con la pubblicazione di un rapporto annuale sulla qualità del prodotto, il consiglio d’amministrazione della Rai nomina un esterno vicedirettore, ex collaboratore di un consigliere del medesimo cda, e assume come direttore ad personam l’ex capo staff del presidente della Rai. No, non è la Bbc.

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