Salviamoci dai laici piagnucoloni

Di Berlicche
24 Gennaio 2008

Mio caro Malacoda, devo dirti che questi laici ai quali ti stai affidando da tempo ci stanno facendo fare una figuraccia dopo l’altra. Ma quello che proprio non si regge è la loro vocazione al piagnisteo, un ruolo che eravamo riusciti ad assegnare ai cattolici (non che ne siano guariti) e che ora ritroviamo nel nostro campo. È proprio vero, quando iniziano a venire meno le ragioni ne patisce anche il carattere. E il potere clericale e l’agenda dettata dalla Chiesa e le ingerenze dei vescovi e il Papa troppo presente in televisione e la politica asservita alla religione. Il tutto con un Papa tedesco, ex prefetto del Sant’Uffizio che parla di nuovo illuminismo, di tolleranza, di libertà di ricerca, di laicità. Capisco la confusione mentale, ma non contrabbandiamo la lucidità e la certezza di alcuni con il potere politico e culturale che determina ancora il clima del mondo occidentale. Non mi ribattere con la solita rassegna stampa con i titoli su Benedetto XVI, è fumo negli occhi. Guarda alla sostanza. Un cattolico che abbia in qualche considerazione l’ortodossia della dottrina, e una conseguente tensione morale, non concepisce il divorzio, la contraccezione meccanica, l’aborto, la fecondazione artificiale, il concubinaggio, la manipolazione genetica umana, il disonore del padre e della madre, la menzogna, la fornicazione, il desiderio della roba e della donna altrui, l’omicidio, il furto e altro che non sto ad elencarti. Ti sembra questa una società nella quale non si divorzi, non si usi il profilattico in obbedienza alla Humanae vitae e conseguentemente, soprattutto chi non si è “premunito” in obbedienza alla gerarchia in sottana, non si abortisca, non si ricorra alla fecondazione artificiale (in Italia hanno messo qualche paletto e hanno contrabbandato un compromesso come una imposizione cattolica), non si sperimenti sugli embrioni? Sei proprio sicuro, quando consigli i tuoi amici laici nelle loro lagne, che questo mondo, esclusa l’universale e ipocrita riprovazione del furto e dell’omicidio, abbia in sommo rispetto il padre e la madre, la donna, la proprietà e il suo uso? Ma in che mondo vivi? Certo, è difficile avere insieme il potere e la gloria, l’egemonia e il plauso dei sottomessi; forse dall’illuminismo abbiamo spremuto tutto quello che si poteva spremere, e non si può vivere di sola rendita. Duemila anni di cristianesimo non bastano per convincere un uomo a essere cristiano, e credevi che tre secoli di laicismo e ateismo – con i guasti prodotti – avrebbero cancellato per sempre il senso religioso dalla storia? All’idealismo servono idee, per aver ragione servono ragioni; dì loro che se ne facciano una ragione. E che ricomincino ad usarla. Quanto alle divisioni del Nemico non ti preoccupare più di tanto (non ancora almeno), dopo alcuni decenni di allegra e inopinata anarchia del pensiero e della volontà hanno appena ricominciato ad affezionarsi al Papa, bisogna temere quelli che lo seguono anche dopo averlo ascoltato e studiato. In questo i sessantasette della Sapienza avevano visto giusto: non a tutti deve essere concessa libertà di parola; a qualcuno meno che agli altri, perché è più pericoloso, ma il modo ancor m’offende. Svegliati!
Tuo affezionatissimo zio    Berlicche

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