SARTORI FORMATO REICH
Giovanni Sartori ci aveva già provato con la demografia e gli era andata buca. Adesso ci prova con l’embrione. Nell’editoriale del Corriere della Sera di lunedì 28 febbraio sostiene che così come un girino non è una rana anche l’embrione, mancando di “autoconsapevolezza”, non è un uomo (dunque «è uccidibile»). «La vita umana comincia a diventare diversa da quella di ogni altro animale quando comincia a “rendersi conto”. Non certo quando sta ancora nell’utero della madre». Notevole. Però il concetto era già stato elaborato da un certo Hitler. Che ad esempio, per alleviare le sofferenze di uomini e donne privi di “autoconsapevolezza”, con decreto legge del 1 settembre 1943, ordinò ai medici di sopprimere – pardon, “di donare la morte per grazia” – gli ospiti degli ospedali psichiatrici tedeschi. Fu così che, prima di passare alla soluzione finale di sei milioni di ebrei, Hitler sperimentò le camere a gas su 40mila malati mentali. In effetti Hitler si è posto un limite: i malati di mente, gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali. L’”argomento razionale” e la “logica” di G. Sartori, no. Tutti i girini umani privi di “autoconsapevolezza” (da quelli in utero di 0,1,2,3…e fino a quanti anni, Mr Sartori?) senza distinzione di sesso, razza, classe sociale, religione, colore della pelle, sarebbero tutti, logicamente, “uccidibili”.
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