Scheletri nel solaio della Republique
Roger Faligot, Jean Guisnel e altri cinque giornalisti tra i quali Renaud Lecadre di Libération e Rémi Kauffer del Figaro Magazine, hanno avuto la buona idea di scrivere Histoire secrète de la Ve République. Un librone di 750 pagine, edito da La Découverte, che è, come ha scritto uno stimato editorialista e commentatore come Alain Duhamel, «un panorama completo di tutte le turpitudini della Repubblica, di tutte le sue derive clandestine rimaste più o meno nell’ombra, di tutti i suoi dossier neri e a volte sanguinosi. Il risultato impressiona, disturba, colpisce: anche se la logica della descrizione di questo lato glauco della Repubblica è quello di un’inchiesta a carico, quelli che si fanno una certa idea della Francia non possono che sentirsi oppressi».
Se ne consiglia dunque la lettura a tutti coloro che, nel nostro paese, vedono nella politica estera francese e nel suo modello economico un esempio da seguire. Il libro, che descrive in modo sintetico un centinaio di “affaires”, si sviluppa attorno a sette temi principali e comincia dall’inizio, e cioè dalla guerra d’Algeria, che nel 1958 fu all’origine della profonda crisi politica che portò alla guida del paese il generale De Gaulle che, con una nuova Costituzione e l’elezione diretta del presidente della Repubblica, rivoluzionò le istituzioni trasformando la repubblica parlamentare in quella che si può definire come una monarchia repubblicana.
Tutto in nome della ragion di Stato
Si passa poi alla decolonizzazione e ai suoi strascichi, lo sviluppo del nucleare civile e militare, la diplomazia segreta, i servizi segreti e la ragion di Stato, spesso utilizzata più per coprire gli interessi di qualcuno piuttosto che per salvaguardare quelli della Repubblica. Gli ultimi due temi mostrano le connessioni tra il mondo finanziario e quello politico e alcune reti occulte di potere o comunque d’influenza che sono il cuore del sistema oligarchico francese. Naturalmente non è possibile riassumere qui questo vero e proprio compendio delle schifezze della V Repubblica, ma non si può certo tacere un episodio che riguarda il nostro paese e che nel libro è descritto in qualche riga. Si tratta di un attentato organizzato dai Servizi francesi che, nella capitale italiana, il 5 luglio 1959, quando De Gaulle era presidente della Repubblica, fecero esplodere l’auto del rappresentante a Roma del Fronte di liberazione nazionale algerino, Taieb Boularouf, che però se la cavò perché non era presente al momento dello scoppio, che uccise un bambino di 10 anni, Rolando Ravai, e ne ferì altri cinque che con lui giocavano vicino all’auto.
Sarà perché i Servizi francesi sono più furbi di quelli americani, o sarà perché il tempo non era ancora maturo per montare casi Abu Omar a spese dei nostri vicini d’Oltralpe, fatto sta, comunque, che la vicenda si chiuse dopo una rapida interrogazione parlamentare sullo stato delle indagini. Molte e interessanti le pagine del libro dedicate ai flussi occulti di denaro che sono passati dalla Francia all’Africa e viceversa. A questo proposito il caso vuole che sul settimanale L’Express, in un articolo pubblicato un paio di settimane fa e dedicato alla fine del regno di Jacques Chirac, si descriva la reazione di un responsabile africano che, venuto a sapere di una possibile visita nel suo paese di Michel de Bonnecorse, uno dei consiglieri di Chirac, ha chiesto a un francese presente nel suo ufficio: «Questo è il segno che il vostro capo di Stato prepara una nuova candidatura? Se ci viene chiesto del denaro quanto dobbiamo dare?».
Histoire secrète de la V république
Autore AA. VV.
Editore Découverte
Pagine 752
Prezzo 25 euro
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!