SCIOPERO ILLOGICO
«Uno sciopero contro la logica», scrivono gli amici di Diesse dell’agitazione proclamata per venerdì 18. Certo, i problemi non mancano: «Gente che da vent’anni insegna appesa a una supplenza ha come aspirazione fondamentale, giustamente, una stabilità. Tra le norme che cambiano un giorno sì e l’altro pure, l’irrisione degli studenti, la stima sociale in caduta libera, l’unico obiettivo che sembra restare (agli insegnanti) è la rivendicazione di uno stipendio decente. Proprio per questo non riusciamo a comprendere le ragioni dello sciopero. Se vogliamo eliminare il precariato è necessario cambiare il sistema di reclutamento. Se vogliamo ridare stima e compensi adeguati agli insegnanti occorre cambiare lo stato giuridico. Più che contro il governo, sembra uno sciopero contro la logica: chiede che restino immutate le cause dei problemi che vengono denunciati. Per amore alla logica – oltre che al nostro lavoro e alla nostra professionalità, che vorremmo vedere riconosciuta e non mortificata – non scioperiamo. Sempre per amore alla logica e al nostro lavoro ci piacerebbe poter ragionare su questi temi con chiunque non viva di pregiudizi».
Sottoscriviamo e rilanciamo la sfida.
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