Scuola alla frutta

Di Mamma Oca
08 Maggio 2003
Si fa tutto (quel che non conta) per i bambini

È proprio vero, ennesima conferma: si fa tutto per i bambini. Si va da quei due, lui e lei, non molto carini, ma molto No-global, che un po’ di tempo fa li vedevi, in televisione, andare nelle favelas a trovare i bambini, adesso li vedi nelle pubblicità vendere quel detersivo che più bianco non si può, e se ti chiedi cosa ci fanno lì dei progressisti come loro, la risposta è che anche le multinazionali hanno un’anima, che devolve parte dei soldi a ospedali per i bambini; per questo lo faranno. Certo ci sarebbe anche quella barca, da loro stessi comprata con un mutuo, con cui stanno veleggiando intorno al mondo, con collegamenti televisivi da ogni dove, ma questa è un’altra storia. Dai due turisti a vita alla cantante Cristina dei bambini, il passo è breve. Anche lei testimonial di un bianco che regala computer e palloni a scuole e bambini. Si arriva alla dichiarazione fatta dal presidente della confesercenti agricoli. Avendo notato che il consumo della frutta si sta abbassando in maniera considerevole, «abbiamo pensato di rivolgerci ai bambini, sensibilizzando insegnanti e genitori». Ecco così l’iniziativa di portare arance nelle scuole e far bere ai bambini sane ed energetiche spremute. Gli esercenti sono contenti, trovato un nuovo canale pubblicitario, gli insegnanti sono contenti, ecco la scuola educatrice, i bambini sono contenti, buttano arance in un gigantesco spremiagrumi e, perché no, perdono un po’ di scuola, e la comunità intera è soddisfatta per i deliziosi contentini. Si fa tutto per i bambini. E allora perché, quando dichiaro le tasse, mio figlio “vale” una detrazione di 500mila lire, bastante, nella mia famiglia, alla scorta di arance? Ci devono bastare i contentini? E l’economia la fa girare quell’occhialuto con triste madre e ancor più triste sacchetto contenente, tutt’al più, due uova e mezzo litro di latte scremato, cui tutti dicono “grazie”, o la bella famigliola felice che esce dal supermercato con sei sacchetti stracolmi di Dash, Dixan e arance?

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