scuola. QUEI MOTI SPONTANEI OBBLIGATORI
Democratici di Sinistra, Cgil scuola, Genitori democratici (forse pensano che gli altri non lo siano) e le altre sigle confederali in queste settimane vanno all’attacco della riforma Moratti. Un movimento di resistenza che propone incontri, assemblee, manifestazioni e occupazioni delle scuole elementari a cui aderiscono genitori, docenti e amministrazioni comunali. Tutto rigorosamente targati Ulivo. Le occupazioni si sono tenute prima a Roma, in Liguria, ma anche in Lombardia e Toscana. Tantissime inoltre le iniziative per scendere in piazza. Il nuovo girotondo degli indignati della scuola vuole difendere il tempo pieno che secondo l’opinione comune della “nuova Pantera” genitoriale sarebbe stato abolito. L’occupazione dei locali è ovviamente soft. Dopo la fine delle lezioni, attorno alle sedici, i genitori si presentano a scuola e prendono in consegna l’edifico stando bene attenti di non interrompere il cosiddetto pubblico servizio. Panini, sacchi a pelo e sit-in vanno in scena sino alla mattina successiva quando i bimbi e i docenti rientrano in classe. Il tutto poi ricomincia a metà pomeriggio e questo tran-tran va avanti per alcuni giorni. In un volantino distribuito a S. Donato Milanese, oltre all’invito a manifestare in piazza il proprio dissenso, si chiede anche di occupare le elementari simbolicamente con striscioni e cartelloni. A Milano e per tutto l’hinterland il prossimo corteo è previsto per S. Valentino, mentre altre azioni di protesta, sono in agenda a Brescia, Cuneo, Pietrasanta (Lucca). A Torino, dove i genitori della scuola “Gambero” permetteranno ai figli di fare il primo sciopero della loro esistenza, gli alunni entreranno con un’ora di ritardo il 20 febbraio. E infine a Roma, dove dopo le occupazioni di due settimane fa, i comitati delle scuole elementari “XXV Aprile”, “Forte Braschi”, “Pietro Maffi” sono ancora sul peide di guerra e invitano tutti a un corteo programmato per venerdì 13.
La Moratti sarebbe dunque rea di aver abolito il tempo pieno (il nuovo modulo prevede 27 ore curriculari al mattino, 3 ore di attività integrative e 10 ore di mensa e ricreazione), di aver voluto la contro riforma del maestro prevalente (18 ore di cattedra e le restanti a coordinare gli altri maestri e a tenere i rapporti con le famiglie) e di aver introdotto in modo troppo drastico il nuovo ordinamenti. Un ultimo particolare: il tutto è presentato come un movimento spontaneo, ma in realtà è tutt’altro. La lotta politica non si fa scrupoli e coinvolge anche i bambini. Dietro al cosiddetto movimento spontaneo ci sono sindacati e partiti. A La Spezia, ad esempio, all’atto dell’occupazione di una elementare era presente e solidale anche l’assessore comunale all’istruzione dei Ds. E non era lì come genitore.
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