Scuola, taglia e cuci

Di Castagneto Pierluigi
12 Dicembre 2002
Il bilancio dell’istruzione e dell’università ammontava nel 2000 a 104mila miliardi di vecchie lire

Il bilancio dell’istruzione e dell’università ammontava nel 2000 a 104mila miliardi di vecchie lire. Oltre il 90% impiegate per pagare gli stipendi di oltre un milione e 200mila dipendenti. Il ministro Tremonti aveva introdotto a fine novembre un decreto taglia spese del 15%. Il risparmio avrebbe toccato non le voci per gli stipendi, ma quelle relative ai progetti per l’innovazione, aggiornamento docenti e spese per le pulizie. Dei circa 800 milioni di euro risparmiati, 211 sarebbero dovuti provenire dalla scuola non statale. Un risparmio che avrebbe potuto mettere in ginocchio la maggior parte delle scuole materne non statali (il 45% sono religiose). La battaglia all’interno del consiglio dei ministri e nella Casa delle Libertà è stata aspra tant’è che Mario Mauro, responsabile scuola di Fi, lunedì scorso in una nota inviata alla presidenza del Consiglio e al ministero dell’economia, chiedeva di togliere dalla finanziaria tutti i tagli alla scuola. Nel frattempo i senatori della Cdl hanno tentato di rimediare ai danni dei ragionieri del ministero dell’economia introducendo la possibilità di detrarre dalla denuncia dei redditi le spese delle rette della scuola non statale. Si parla di circa 90 milioni in tre anni che dovrebbero far risparmiare circa 250 euro a famiglia all’anno.

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