A scurrì mundu
Che i dieci comandamenti a certa gente non bastino è molto che si sa. Così anche quest’anno qualche nuovo dio ha emanato le sue leggi, che (non preoccupatevi) troverete in ogni luogo di villeggiatura in cui avrete la fortuna di andare. Il decalogo del turista ecologicamente corretto è stato compilato da un’associazione che raduna tra gli altri Legambiente e Wwf. Sede dell’Associazione Italiana per il Turismo Responsabile la cementificata Liguria. 1) Cerca il maggior numero di informazioni sul paese che visiterai: non solo luoghi da visitare, ma situazione politica, sociale, tradizioni e cultura. 2) Favorisci i tour operator, linee aeree, e strutture ricettive che dimostrano impegno ambientale. 3) Evita i prodotti usa e getta (come le macchine fotografiche). 4) Lascia sul posto solo le tue impronte e prendi solo fotografie. 5) Rispetta la privacy di altri, non fare cose che offendano la cultura locale. 6) Non comprare prodotti fatti con animali o piante minacciate. 7) Cerca di capire la vita quotidiana del luogo, impara qualche parola della lingua, non visitare solo le località turistiche. 8) Poni i rifiuti negli appositi contenitori e se non ci sono portali via con te fino al primo contenitore utile. 9) Quando possibile usa bici o trasporti collettivi. 10) Non sprecare acqua o energia. Per una di queste leggi (7) sono ecologicamente perfetta e così sto imparando la lingua dell’angolo di paradiso che mi ospita. Ho sempre sentito la vacanza come un viaggio e ho educato i miei figli ad ammirare le meraviglie del Creato, al respiro di una scoperta, di un’avventura. «È andato a scurrì mundu», scurrì = scoprire. Mentre queste furbe e facili leggi (da villaggio turistico globale e riduttivo) sembrano fatte da «lu rizzu chi vò campà lu mundu a laldu», rizzu = riccio, campà = nutrire, laldu = lardo.
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