Scusate, ma a chi giova un governo che ormai litiga solo con se stesso?

Di Tempi
05 Luglio 2007

Da quale punto di vista si capisce di più l’Italia in coda per il grande esodo delle vacanze? Dall’ultima riunione di condominio dove l’esasperazione sui soldi, il sospetto sull’amministratore, i lavori mal fatti, il lievitare delle spese e delle tasse ha scatenato risse e promesse di ricorso ai tribunali? O si capisce di più dal buco della serratura delle intercettazioni telefoniche con cui da quindici anni a questa parte si fa politica, si cerca un viagra per giornali che non legge più nessuno e si accudiscono le carriere di stagionali starlette della magistratura? Cosa pesa di più, oggi, nel consiglio di amministrazione dell’azienda Italia che va in vacanza, la considerazione obiettiva dei gravi problemi dell’impresa-paese o il terrore dei consiglieri di perdere le proprie posizioni e rendite? Cosa determina il clima di sfiducia e di rissa furibonda che scassa l’Italia, l’opposizione che quasi non si sente più, neanche sui giornali, o il casino che c’è all’interno del Cda di Romano Prodi? E chi ci guadagna da un governo che ormai litiga solo con se stesso? L’Italia o gli avvoltoi che riempiono le imbarazzanti urla dal silenzio di un premier ostaggio del proprio ricatto politico, per cui «se cado io, cadono tutti»? Alleviare gli italiani dal più pesante regime di tassazione d’Europa. Investire su chi crea lavoro. Detassare il lavoro. Sostenere le famiglie e liberare le energie sociali che favoriscono l’educazione dei giovani. Fare un patto tra le generazioni sulle pensioni. Riconoscere i modelli del Nord Italia di scuola, sanità e integrazione virtuosi. Restituire un minimo di pace e sicurezza sociale ai cittadini. Scusate, queste sono solo bagatelle. Evviva le 281 pagine del programma dell’Unione! Evviva il nuovo leader del Partito democratico del 14 ottobre! Evviva Epifani! Buone vacanze, sudditi di un governo italiano degli italiani all’estero.

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