Se avesse vinto Nader…
Sul New York Times abbiamo letto che la candidatura presidenziale di Nader si è basata su “ragioni egoistiche” (in politica esistono forse spinte diverse?), mentre The Washington Post ha sposato la tesi secondo cui fra George W. Bush e Al Gore esisterebbero davvero differenze importanti di programma e che quindi votare per Nader ha significato dare un voto in più a Bush. Ovviamente, Nader non accetta questa logica. Secondo lui, sia i Democratici che i Repubblicani sono strumenti nelle mani d’“interessi corporativi” ed è per questo che il leader ecologista si batte per riformare davvero il Paese in vista di quella nazione socialista che egli ritiene l’America debba senz’altro diventare. Molti giovani e molti delusi dagli altri terzi partiti hanno creduto nella sua candidatura ed è questo — non la sua ideologia — ad aver impensierito i Democratici. Del resto, i loro capi hanno cercato di convincere gli elettori del fatto che, in fin dei conti, Nader altri non è se non “uno di loro” e si sono dichiarati disponibili ad attuare tutti i punti tematizzati nel suo programma elettorale se solo i malvagi Repubblicani glielo permetteranno. In realtà, il vero problema Nader non è stata la sua candidatura indipendente (credo davvero che gli Stati Unti abbisognino di più di due partiti), ma il fatto che la sua proposta politico-culturale sia assolutamente distruttiva. Nader è solo un fascista totalitario. Questo, e non i voti che è riuscito a sottrarre a Gore, minacciano la libertà. Il messaggio di Nader recita: l’industria americana crea prodotti dannosi per tutti, inquina l’aria, l’acqua e il suolo, e nega il vero bene spirituale della vita. Per di più, compera gli uomini politici che ciecamente eseguono le volontà dei loro malvagi padroni, quelli decisi a schiavizzarci tutti e a nuocerci in maniera irreparabile. L’unico modo per fermare il meccanismo è quello di costringere l’industria a scomparire, oppure impadronirsi completamente delle sue proprietà. Nel frattempo, il governo deve dichiarare fuori legge un gran numero di prodotti o usare le tasse e altre imposizioni statali onde scoraggiarne l’aquisto. Il caffè, per esempio. Mentre, per esempio a Seattle, molti naderisti amano discutere della grandezza del loro Beniamino attorno a una tazza di caffè, il loro capo sostiene che quella bevanda è solo un veleno somministratoci da aziende cattive. L’unico modo per trattare la questione, sostiene il leader ecologista, è quindi quella di metterlo fuori legge. E lo stesso dicasi per sigarette e bevande alcoliche. Così, mentre continuano a illudersi di essere parte di un movimento votato a “domare le società malvage”, i supporter di Nader difendono chi li vuole privare di tutte le cose che essi preferiscono. Dando retta a Nader si ha l’impressione che l’intero universo degli affari sia capace solo d’inquinare e di uccidere la gente. Nel Mondo di Nader, nessuno dei prodotti creati dalle aziende statunitensi è di alcuna utilità sociale, ed è o pericoloso o inutile. Immaginiamo ora che Nader sia stato eletto presidente degli Stati Uniti d’America e diamo un’occhiata al Paese governato dal suo dispotismo. Per prima e più importante cosa, le automobili private sarebbero fuori legge. E dato che il leader dei Verdi nordamericani vieterebbe anche i veicoli con motori a combustione interna, i prezzi delle merci (le poche cose che ancora Nader ci permetterebbe di comperare) aumenterebbero spaventosamente. Non ci vuole certo un genio per capire che i nostri mondi verrebbero completamente rovesciati. Per impedirci di acquistare clandestinamente beni come il tabacco e il caffè, Ralph dovrebbe aumentare l’entità delle già ben vaste forze di polizia statali. Quello di Nader sarebbe insomma un mondo fatto esclusivamente di grandi privazioni materiali e spirituali. In breve tempo ne deriverebbero carestie immani, senza più raccolti utili (prodotti chimici e biotecnologici sarebbero infatti al pari proibiti) e con ciò che ancora cresce più o meno spontaneamente nei campi lasciato lì a marcire. Assisteremmo poi a un vertiginoso aumento della mortalità e delle malattie infantili, inclusi morbi come la malaria, la febbre gialla e il colera che da tempo sono completamente scomparsi dalle nostre società. Nazioni come gli Stati Uniti si trasformerebbero rapidamente in Paesi del Terzo Mondo. L’ideologia di Nader — il totalitarismo ecologista — cancellerebbe insomma in pochi attimi le conquiste raggiunte dall’umanità in più di un secolo di sviluppo e d’industrializzazione. Per questo lui e i suoi simili vanno tenuti lontani dai vertici istituzionali dei Paesi civili e democratici.
William L. Anderson: Assistente di Economia al North Greenville College di Tigerville, Carolina del Sud, USA.
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