Se il Real molla Capello mettiamolo al governo
Quando leggerete queste mie poche righe forse Fabio Capello non sarà più l’allenatore del Real Madrid. Non entro nel merito della decisione, del gioco di mascellone, della sua antipatia, del suo pragmatismo. Capello è Capello. Arriva presto, finisce presto, vince e non pulisce il water. Chi lo assume sa quello che può dare. Punto. Il presidente del Real lo è andato a stanare quando stava ancora alla Juve (abbandonata come una zattera alla deriva), lo ha coperto di palanche e ora, anche se ha conquistato la Liga, medita di licenziarlo, a costo di perderci. Non gli piace, né come uomo, né come allenatore, e soprattutto non sopporta il suo non gioco. Osservata dalla nostra prospettiva, pare un’enorme sciocchezza.
Ecco la questione. Da noi chi vince ha sempre ragione, nessuno, in questo paese di retroguardia, ha mai avuto il coraggio di licenziare un allenatore che ha vinto lo scudetto, pur odiandolo. Da noi, del resto, conservano la cadrega non solo quelli che hanno vinto. Da noi non se va nessuno, neanche chi se lo merita. Da noi nessuno ha il coraggio di criticare o contestare chi ha potere o chi è (apparentemente) vincente. Da noi conta solo il risultato. Ecco. Però, se è vero questo, allora mi chiedo per quale motivo Romano Prodi sia ancora il presidente del Consiglio. Io prenderei Capello, visto che è libero. Antipatico per antipatico, almeno mascellone porta a casa qualcosa.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!