Se la guerra santa è un diritto divino la sacra resa è un dovere europeo?
´´´ «È un vero peccato tutta quest’acqua», dice Umberto Bossi alla Padania, aprendo il suo comizio a Venezia (18 settembre).
Di fronte alla laguna, iniziare così il discorso non è una grande idea.
´´´ «La guerra santa è un diritto divino», dice Abdelaziz al Sheikh, gran muftì saudita, alla Repubblica (18 settembre).
La sacra resa è, invece, un dovere europeo?
´´´ «Le stime alla crescita italiana sono in continuo rialzo», dice Innocenzo Cipolletta ad Affari & finanza (18 settembre).
Il segretario di Cipolletta ha già l’ordine di cambiare “rialzo” in “calo” in tutte le dichiarazioni del professor-banchier-editor-confindustrial-ferroviere, da inviare ai giornali, se per caso il centrodestra tornasse al governo.
´´´ «Vede, io ho parlato con leader politici che non si parlavano nemmeno tra loro», dice Romano Prodi a Io donna (16 settembre).
Ha parlato anche con imprenditori, che dopo non gli hanno più rivolto la parola.
´´´ «Si può fare (e quasi sempre si è fatto) della retorica di circostanza nella cerimonia d’apertura dell’anno scolastico», dice un editoriale non firmato del Riformista (19 settembre).
Inizio retorico di un’altra della serie di apologie con cui Paolo (parentesi) Franchi continua a importunare il povero Giorgio Napolitano.
´´´ «Nel campo della sessualità Ruini sostiene posizioni medievali», dice Enrico Boselli alla Repubblica (19 settembre).
Ma i missionari e la loro nota posizione non sono un fenomeno rinascimentale?
´´´ «Giornalisti (Giovanni Minoli, Gad Lerner, Marco Vignudelli), preparatori atletici e personaggi dello sport (da Francesco Conconi a Giorgio Cimurri) e anche autisti (il mitico Fiorigi Grotti)», dice Filippo Ceccarelli a Repubblica (19 settembre).
Ecco un esempio perfetto di perfidia giornalistica: Lerner viene messo solo nella sesta colonna di un articolo che elenca gli amici di Romano Prodi. Subito prima di autisti e preparatori sportivi.
´´´ «Se avessi avuto un raffreddore avrebbero detto che i miei bacilli avrebbero potuto infettare il calcio italiano», dice Guido Rossi alla Repubblica (19 settembre).
Alle accuse di conflitto d’interessi, Rossi dà risposte stupendamente berlusconiane.
´´´ «La mente dell’anziano professore, tutto preso da quel ritorno sentimentale sui luoghi in cui cominciò, non è stata neppure sfiorata dall’idea che la raffinata rievocazione di un dialogo avvenuto più di sei secoli fa, potesse suscitare la collera del mondo musulmano», dice Bernardo Valli su Repubblica (19 settembre).
Che da Valli e largo Fochetti venga una predica sugli smarrimenti che produce l’età, è un po’ bizzarro e molto autolesionistico.
´´´ «Qualsiasi governo (democratico) ha non soltanto il diritto ma il dovere di tenersi informato su quanto succede nel mondo economico», dice Gianfranco Pasquino sull’Unità (19 settembre).
Diritto d’informarsi di quel che succede, non d’infornarsi in quel che succede.
´´´ «Con un socio proveniente dal settore automobilistico, alla prima difficoltà, sarebbero state penalizzate le fabbriche italiane. E questo dovevamo evitare ad ogni costo e lo abbiamo fatto», dice Sergio Marchionne alla Repubblica (21 settembre).
Che strano: a noi sembrava che Marchionne avesse tentato di vendere la Fiat alla General Motors. E che, comunque, “ogni costo” se lo sia assunto, infine, la società di Detroit.
´´´ «Bisognerebbe prendere i passi più significativi del proclama di Montezemolo e – come si dice in questi casi – diffonderli nelle scuole per far capire ai ragazzi che cos’è il capitalismo e quanta distanza ci sia tra esso e la democrazia», dice Piero Sansonetti su Liberazione (19 settembre).
Capitalismo montezemoliano e democrazia sansonettiana, il 9 aprile di quest’anno, sembravano meno distanti.
´´´ «Questo è il punto debolissimo di Telecom: la confisca delle sue risorse in favore dell’azionista di riferimento», dice Eugenio Scalfari su Repubblica (21 settmbre).
Se fa uno sforzino, se guarda un po’ in casa, Scalfari riuscirà facilmente a trovare un caro amico che questo sport ha praticato a lungo.
´´´ «Napolitano possiede la virtù della prudenza», dice Marco Pannella al Corriere della Sera (24 settembre).
Questo è indubitabile.
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