Se la Siria trascina Israele nel Vietnam palestinese
Si chiede se il conflitto tra Hamas e al Fatah aumenterà la possibilità di un accordo di pace tra israeliani e palestinesi, o almeno tra israeliani e i palestinesi governati da Abu Mazen nei territori di Giudea e Samaria in Cisgiordania. A leggere il principale quotidiano siriano la risposta è no. Infatti sul giornale governativo Teshreen (ma in Siria ovviamente tutti i giornali sono governativi) il principale editoriale è stato firmato da Mahdi Dakhlallah, già ministro dell’Informazione del dittatore Bashar el Assad. Questo editoriale rappresenta un chiaro segnale ad al Fatah. Daklallah scrive che se il presidente Abu Mazen e il suo governo raggiungeranno accordi di pace con Israele, Ramallah diventerà la Saigon palestinese, mentre Gaza sarà la nuova Hanoi. Damasco detta la linea e annuncia che la “resistenza” palestinese non si fermerà. Come in Vietnam, sarà possibile una guerra tra palestinesi pur di cacciare “l’invasore” straniero, ieri gli americani in Vietnam, oggi gli israeliani in Medio Oriente. Abu Mazen è avvertito, resta da vedere se vorrà e saprà sfidare fino in fondo Siria e Iran, Hamas e Hezbollah.
E l’Italia? È da chiarire se la teoria dell’equidistanza sia applicabile anche verso i due governi palestinesi, quello di Hamas e quello di al Fatah. Per ora, le dichiarazioni della Farnesina hanno mantenuto una chiara neutralità. Quando Hanoi attaccherà Saigon, quando la Siria e l’Iran aiuteranno Hamas nella guerra per distruggere prima Ramallah e poi Gerusalemme e Tel Aviv, il governo italiano da che parte starà?
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