SE SI GRATTA SOTTO LA SCORZA DELL’INDIFFERENZA

Di Justin Mc Leod
23 Giugno 2005

Sul Corriere di giovedì scorso, Giancarlo Cesana ha offerto la più convincente lettura di quel che è successo col referendum. Le sue osservazioni sono illuminanti anche per la scuola. Anche qui i “saggi” di varia coloritura che da trent’anni ci affliggono con le loro teorie «non sono riusciti a convincere il popolo a seguirli». Anche qui «il popolo ha preferito stare sulle sue», mentre gli intellettuali continuano «a cercare modi di introdurre le loro leggi astruse, distanti da ciò che è reale e da ciò in cui la maggioranza delle persone cerca il compimento della vita». Compimento della vita, sì, qui e adesso, nell’ora di italiano o di elettrotecnica o di pasticceria, perché – prosegue Cesana – «cos’è il compimento della vita, se non il potere vivere la vita come è, con i suoi desideri e le sue difficoltà, senza cadere nella disperazione o fuggire nei sogni? Se si gratta la cosiddetta indifferenza, sotto si trova l’attesa di tale compimento, che è ridicolo affidare a calcoli di perfezione scientifica» – o a pur sacrosanti aumenti di stipendio – «come dimostrano quelli che sono belli ma infelici e, al contrario, quelli che – pur in mezzo a difficoltà grandi – non si scoraggiano e sono contenti di ciò che la vita dà loro». Continua.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.