Se Veltroni veltroneggia, Folena folleggia, Parlato sparla, Spataro perché non può spararle?

Di Lodovico Festa
13 Dicembre 2001
«Anche dopo la fine della dittatura, nonostante che i costituenti si fossero preoccupati di assicurare l’indipendenza anche al pm, vi sono stati i procuratori della Repubblica che hanno archiviato i procedimenti nel cassetto solo per soggezione e non per sottoposizione all’esecutivo», dice Gerardo D’Ambrosio al Manifesto.

«Anche dopo la fine della dittatura, nonostante che i costituenti si fossero preoccupati di assicurare l’indipendenza anche al pm, vi sono stati i procuratori della Repubblica che hanno archiviato i procedimenti nel cassetto solo per soggezione e non per sottoposizione all’esecutivo», dice Gerardo D’Ambrosio al Manifesto. È un osservazione che avevamo già sentito fare dall’ex pm Tiziana Parenti. *** «I mezzi d’informazione accettano di allinearsi al pensiero unico dei centri di potere interessati a delegittimare la magistratura», scrive Giancarlo Caselli sull’Unità. Quanto è vero. A Palermo e a Milano hanno operato dei veri e propri pool di giornalisti anti pm, alimentati da un’unica fonte o “centro” come dice Caselli, che a lungo hanno scritto più o meno lo stesso articolo ogni giorno sul Corriere della Sera, sulla Stampa, sul Giorno, sulla Repubblica, sul Manifesto, sull’Unità e altri giornali ancora. *** «Mi sono tirato fuori. Senza fare rumore», dice Carlo Taormina sul Giornale. Senza fare rumore? *** «Credo che tra le dichiarazioni, diciamo un po’ a sciacallare che fanno certi uomini politici ogni volta che c’è una tragedia e il senso di compostezza, senza filiera di responsabilità, che c’è stato negli Usa dopo l’11 settembre, c’è un abisso», dice Walter Veltroni sul Messaggero. La presa di posizione del sindaco di Roma varrebbe molto di più se invece di dire «che fanno certi uomini politici», avesse detto «che facciamo noi uomini politici». *** «Siamo diventati troppo simili al resto», dice Pietro Folena al Corriere della Sera. Qualunque sia il resto, per Folena essere meno simile a se stesso, è comunque un miglioramento. *** «Pecoraro (aveva detto, ndr) che si sarebbe suicidato se non prendeva il 3 per cento», dice Edo Ronchi a Repubblica. Chi vive sperando, morì cantando. *** «Come quasi tutte le donne non omologate all’uomo non scindo l’impegno dalla vita», dice Grazia Francescato all’Unità. Mamma mia, pensate che cosa combinerebbe se scindesse anche l’impegno dalla vita (o si omologasse all’uomo o quasi). *** «L’unità europea presuppone ancora prima di una unità politica, assai problematica, una unità giuridica di regole condivise: quel che viene considerato reato in Germania e in Francia, in Europa, deve essere reato anche in Italia», scrive Valentino Parlato sul Manifesto. Il bel sostanzialismo “comunista” («Per fare una frittata vanno rotte le uova», diceva Lenin) vale adesso anche per l’unificazione del Continente. E chissenefrega di stronzate come la sovranità popolare e simili: notoriamente strumenti della democrazia borghese. *** «La legge sulle rogatorie ha scatenato l’indignazione della comunità internazionale perché tra l’altro non solo ostacola la collaborazione fra Stati ma viola i principi di sovranità nazionale, perché si pretende che gli Stati a cui si chiede la collaborazione giudiziaria si adeguino alle norme italiane», dice Armando Spataro all’Unità. Il ragionamento è traballante, si deve rispettare solo la sovranità degli altri, ma sono interessanti anche altri argomenti che il pm milanese membro del Csm sviluppa. Per esempio che i giudici non devono applicare le leggi ma interpretarle. E non è che per interpretarle devono chiudersi nel foro della propria coscienza e della propria scienza: devono fare dei bei discorsi di formazione. Tutti sui banchi insieme inquirenti e giudicanti, in modo da incrementare la terzietà di chi decide in un processo. Ma i corsi di formazione glieli farà almeno il ministero o la commissione giustizia di una Camera, in modo da mantenere qualche parvenza di distinzione fra i poteri legislativo, esecutivo e giudicante? Ma va, i corsi li organizza il Csm. Probabilmente il professor Spataro che intanto, via intervista, fa già avere ai suoi allievi alcune sue neutre interpretazioni. *** «Se si vuole discutere bisogna deporre la clava», dice Piero Fassino alla Stampa. Parla di giustizia e si rivolge alla maggioranza. Solo alla maggioranza? Solo ai politici? *** «Si è sviluppata una situazione poco chiara in cui i regolamenti più che essere applicati vengono interpretati. Mi sembra che si sia abusato della situazione esistente in questo momento», dice Carlo Ancelotti al Corriere della Sera. È un attentato all’indipendenza dei giudici? No, parla di Fieg e di arbitri.

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