Seconda memoria di ex Pci-Cgil

Di Scroppo Erica
10 Aprile 2003
Sono molti i conflitti di rilevanza internazionale a cui purtroppo ho assistito da questo lato della Manica in 20 e più anni

Sono molti i conflitti di rilevanza internazionale a cui purtroppo ho assistito da questo lato della Manica in 20 e più anni e ogni volta vedo il mio paese di adozione composto e deciso (questa volta non all’unanimità ma ora con crescente silenzioso consenso) e il mio paese d’origine, se non in maggioranza certo con una gran percentuale, immancabilmente contro di esso.
La prima volta ci restai stupita e amareggiata. Era il 1982 e la Gran Bretagna di Margaret Thatcher, con il quasi totale appoggio di tutti i parlamentari di tutti i partiti, decise di rispondere all’invasione militare delle Isole Falklands da parte dell’Argentina. Allora come ora mi pareva un caso semplicissimo: a nessun paese è lecito occupare con le armi il territorio nazionale di un altro stato. Punto e basta. No, l’Italia subito si divise e si mise a spaccare il capello in quattro; la sinistra, specie il Pci, si accanì ferocemente contro la Gran Bretagna. I biechi insulti non erano solo contro la Thatcher, Primo ministro discutibile ma democraticamente eletto, ma contro tutta la nazione e la sua civiltà.
Mi rincresce dirlo e mi rincrebbe ancor di più constatarlo allora: era la propaganda di Mussolini contro la perfida Albione che veniva rigurgitata da una generazione cresciuta Balilla e senza defascistizzazione riciclatasi in comunista. Lo stupore era ancor più grande in quanto lo stato invasore era guidato da una giunta definita fascista e accusata proprio dagli stessi antibritannici dei più efferati orrori, quella dei desaparecidos, per intenderci. Atroce tranne quando tentava di spezzare le reni agli inglesi invadendo un’isoletta i cui unici abitanti “naturali” sono i pinguini!
Devo dire che la sinistra non fu unanime; al solito i discendenti dal partito d’Azione si rivelarono liberali e capaci di giudizio, Craxi pure, e membri individuali del Pci dissentirono. Non abbastanza da bilanciare quel che usciva dalle cloache della storia nazionale mai rivista. Da allora a ogni conflitto sento lo stesso ritornello: non siamo contro tutte le guerre, ma contro questa.
E si tratta, che sia il Golfo, il Kosovo, l’Afganistan o l’Irak, di coalizioni in cui gli angloamericani sono insieme, come nella Seconda guerra mondiale. è facile dedurre quali siano le guerre a cui questi strani pacifisti, nostrani ma non solo, sono favorevoli!

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